martedì 9 febbraio 2021
Il movimento fondato da Varoufakis e Chomsky conta ora 150mila iscritti. Tra le battaglie i vaccini gratis per tutti
Festeggia oggi i 5 anni Diem25, il movimento politico paneuropeo
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Era cinque anni fa quando Yanis Varoufakis, l'ex ministro delle Finanze greco ai tempi del grande scontro con l'Unione Europea, insieme all'intellettuale statunitense Noam Chowsky, al musicista britannico Brian Eno, al filosofo croato Srecko Horvat ed a un gruppo di attivisti, fondarono a Berlino Diem25, il primo movimento paneuropeo che si pone l’obiettivo di democratizzare l’Europa. Non c’era niente di scritto allora, solo una visione che univa persone da tutti gli angoli del continente. Cinque anni dopo il movimento conta più di 150mila mila iscritti e 190 collettivi spontanei in tutta Europa e nel mondo. Le parole-chiave di oggi sono: innovazione e democratizzazione, necessità attorno alle quali, anche grazie all’Internazionale Progressista che Diem25 ha fortemente voluto lo scorso maggio, si radunano forze e movimenti politici di vari stati.

In piena pandemia si sono uniti al movimento altri 19mila nuovi membri, segno che oggi Diem25 continua ad essere un contenitore di novità con una sua capacità di attrazione. Specie in questo momento in cui la politica non riesce a fronteggiare le emergenze di oggi: dalla crisi sanitaria a quella economica e sociale.

In tutti i Paesi dove è presente Diem25 ogni giorno lavora per promuovere le sue campagne ( Green new deal, vaccini gratis per tutti, la campagna per il diritto all’abitare) e per denunciare le lacune di un'Europa ancora non pienamente democratica, portando avanti la battaglia per la trasparenza, solidarietà e democrazia, quanto mai attuale soprattutto nell’ottica di costruire la società post coronavirus.

«Cinque anni fa ci ritrovammo a Berlino per fondare Diem25 - scrive il movimento nel comunicato emesso nel gorno della ricorrenza - con la determinazione di costituire il primo movimento paneuropeo con un obiettivo comune: democratizzare l’Europa gentilmente ma fermamente. Cinque anni dopo, mentre l’Europa registra nuovi fallimenti ed è indebolita dalla crisi sanitaria ed economica in corso, il nostro obiettivo è quanto mai attuale e necessario. Quindi, così come è stato detto il 9 febbraio di 5 anni fa, scuotiamo L’Europa gentilmente ma fermamente!».

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