mercoledì 21 novembre 2018
Nella città campana croci rovesciate al centro della discoteca e video che insultano il Papa e la Chiesa. Il vescovo Marino: "La croce è amore, non offendetela". E chiede un confronto con i giovani.
«Feste eretiche», il vescovo chiede lo stop
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Tre croci a testa in giù al centro della discoteca, in mezzo alle ragazze-cubo. Altre croci "mobili", nero pece, da usare per i selfie. Un logo, "Eresia", utilizzato come strategia di marketing virale per richiamare i giovani. Dei video promozionali lanciati sui social network che ridicolizzano Papa, suore e chiese. Abbastanza per convincere il vescovo di Nola, Francesco Marino, a intervenire per chiedere lo stop di feste che si svolgono periodicamente in una frequentata area-eventi nella periferia della città di San Paolino.

Appare sinceramente turbato, Marino. Ha visto le foto dei primi due eventi "eretici" di fine ottobre e dello scorso week-end. Da pastore che ha passato molti anni in parrocchia con i giovani, vede negli occhi dei ragazzi più inconsapevolezza e scivolamento verso la banalità che una reale attrazione verso il male. Ma una parola serve e arriva forte. Ai giovani, innanzitutto. "Avete davvero bisogno - chiede il vescovo in una nota pubblica - di dileggiare la croce per divertirvi? Proprio qui, proprio a Nola, dove voi stessi siete protagonisti a giugno di una festa religiosa famosa in tutto il mondo? Si può, contemporaneamente, pregare la croce e offenderla?". Domande sofferte, cui segue un invito al dialogo, al confronto, ad un colloquio personale per "capire cosa sta succedendo e per farvi comprendere i motivi della mia preoccupazione".

Le feste "eretiche" sono organizzate da un'associazione di PR che ha preso un nome dialettale, "assafadì", "Lascia fare a Dio", tipico intercalare napoletano. L'ambiente della vivace movida nolana é sorpreso e spiazzato dall'iniziativa, anche perché viene da giovani che non sono indifferenti a radicate tradizioni religiose della città come la Festa dei gigli. Un controsenso che è anche un allarme pastorale ed educativo, per il vescovo. La sensazione è che l'intenzione di provocare e creare un "marchio" riconoscibile sull'affollato mercato del divertimento notturno sia totalmente sfuggito di mano agli organizzatori. Nemmeno ci si è resi conto - questa l'opinione diffusa nella Curia nolana - che usare la croce per fare un po' di soldi é oltre ogni limite del buon senso e del buon gusto. Proprio per questo motivo Marino invita i PR a un confronto, provocando anche lui: "Guardate ragazzi che l'eresia é una cosa seria, non un banale drink bevuto con l'illusione di essere anticonformisti".

Vedremo se gli organizzatori accetteranno l'invito al dialogo. Resta però il tema di una platea di giovani del territorio che raccoglie l'invito e che, mossa o meno da sentimenti antireligiosi, sembra non sentire il disagio di passare una serata in mezzo a croci nere rovesciate. Il vescovo di Nola é seriamente preoccupato dal tema dell'inconsapevolezza, dell'ignoranza diffusa circa il significato di gesti e simboli. "La croce é amore - dice -, rovesciarla vuol dire aderire al contrario dell'amore, all'odio. I genitori, gli adulti, sanno dove vanno e cosa fanno i figli? Non sono preoccupati da questo ribaltamento di valori che rovina il rapporto con Dio, con la fede, con gli altri?". "Siete consapevoli - incalza Marino rivolgendosi agli adulti - dei simboli che entrano nella vita dei vostri figli? Siete consapevoli che questo tipo di iniziative che oltraggiano e deridono il sacro possono fare del male ai vostri stessi figli, aprendo la porta a derive più pericolose?".

Il monito ai "grandi" fa il paio con quello alle istituzioni. Nola da mesi è retta da un commissario prefettizio. Il vescovo si chiede se le feste "eretiche" non violino le leggi laiche del decoro e del rispetto del credo religioso, e se in nome di queste leggi non occorra assumere provvedimenti. Anche sul versante istituzionale, quindi, Marino si aspetta risposte. Anche perché le prime due feste hanno avuto ampia risonanza sui social network prima e dopo il loro svolgimento: in pochi possono dire di non sapere o non aver visto.

Più in generale, lo sbarco a Nola delle "feste ereretiche" pone nuovi dubbi sulle modalità con cui sta crescendo la movida nei comuni della provincia Nord di Napoli, tra congestionamenti sino all'alba, problemi per i residenti e questioni di ordine pubblico.

LA NOTA INTEGRALE DEL VESCOVO DI NOLA

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