martedì 12 dicembre 2017
L'assemblea dei giornalisti della Periodici San Paolo: "L'autorevolezza e la qualità delle nostre riviste sono a rischio". Periodici San Paolo: costernazione, stupore, rammarico per questa iniziativa
A digiuno i giornalisti per salvare «Famiglia cristiana»

Una giornata di digiuno e di sciopero dei giornalisti di Famiglia Cristiana per salvare la testata e lanciare un drammatico grido d'aiuto. È la decisione, presa all'unanimità, per la giornata di giovedì 14 dicembre, dall'assemblea dei giornalisti della Periodici San Paolo, che pubblica le testate Famiglia Cristiana, Credere, Jesus e Il Giornalino.
"Purtroppo - si legge nel documento approvato all'unanimità -, l'autorevolezza e la qualità delle nostre riviste sono sempre più minacciate da una politica aziendale miope e di corto respiro che considera tutti i lavoratori, giornalisti e impiegati, soltanto una riga di costo del bilancio mortificandone la dignità professionale". Dopo quasi tre mesi di trattative, infruttuose, tra l'editore e il Comitato di redazione sul rinnovo degli accordi integrativi aziendali disdettati unilateralmente dall'azienda nel giugno scorso, "siamo costretti, nostro malgrado, a questo gesto simbolico che non ha precedenti nella quasi centenaria storia di Famiglia Cristiana".

Don Rosario Uccellatore, direttore generale dell’apostolato San Paolo in Italia, fa sapere di essere "meravigliato dell’iniziativa, in quanto erano già fissati due incontri, uno imminente col Cdr e uno col tavolo nazionale Fnsi".

La replica della Periodici San Paolo: costernazione, rammarico, stupore

La Periodici San Paolo attraverso una nota stampa ha espresso "costernazione, stupore e rammarico per la pubblicazione del Comunicato dei propri giornalisti con il quale proclamano una giornata di digiuno e di sciopero per il giorno 14 dicembre 2017".
"Costernazione per i toni aggressivi e per i contenuti che ci lasciano allibiti: tanti insulti, attacchi personali, vere e proprie falsità, ricorso artificioso a luoghi comuni che nulla hanno a che vedere con la problematica, nessuna apertura o proposta, tanta gratuita e immotivata indignazione". "Stupore - si legge ancora nella nota dell'azienda Periodici San Paolo - perché a fronte di due incontri già fissati per mercoledì 13 dicembre (con il Comitato di Redazione) e per martedì 19 dicembre a Roma presso il tavolo nazionale (con Cdr, Fieg e Fnsi), non riusciamo a capire come si possa affermare che l'azienda non sia disponibile al dialogo e al confronto".
E infine, si legge nella nota "Rammarico perché si sta dimenticando lo sforzo fatto in questi anni difficili da parte del Gruppo Editoriale San Paolo per preservare, per quanto possibile l'occupazione. Ogni nostra azione è sempre stata improntata al pieno rispetto dei diritti dei singoli, nella piena osservanza delle norme di legge, di contratto e aziendali. Ne è prova tangibile il percorso di confronto con tutte le risorse aziendali iniziato da molti mesi e per quanto ci riguarda mai interrotto fino ad oggi.
Indipendentemente, comunque, dalla ingiustificata presa di posizione dell'Assemblea dei giornalisti, l'azienda ribadisce ancora una volta la volontà di portare a compimento l'azione di risanamento. Lo potrà fare esclusivamente con il contributo e la collaborazione di tutti".

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