venerdì 24 luglio 2015
​​La questione di costituzionalità per l'imprenditore svizzero accusato di omicidio volontario per la morte di 200 persone.
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​Il gup di Torino ha sospeso l'udienza preliminare per l'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, accusato di omicidio volontario per oltre 200 morti causate dall'Eternit, accogliendo la richiesta della difesa di inviare gli atti alla Consulta per un'eccezione di costituzionalità. Il giudice ha infatti accolto l'eccezione presentata dalla richiesta della difesa di Schmidheiny, ai vertici di Eternit all'epoca dei fatti contestati, sul cosiddetto "ne bis in idem", ossia che non si possa essere processati due volte per lo stesso fatto. Nel novembre scorso, Schmidheiny è stato prosciolto in via definitiva per prescrizione dalla condanna a 18 anni di carcere in un altro processo sempre relativo ad Eternit, ma per i reati di disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche negli stabilimenti italiani del gruppo, dove si lavorava amianto, materiale altamente cancerogeno. Alla Eternit spa è attribuita dall'accusa, a partire dagli anni Cinquanta, la morte di quasi 3.000 persone, tra operai e abitanti delle zone vicine a quattro stabilimenti italiani. Già dopo la sentenza della Cassazione dello scorso anno, un portavoce dell'imprenditore in una nota aveva dichiarato di aspettarsi che Schmidheiny venisse protetto dallo Stato italiano da "ulteriori processi ingiustificati e che archivi tutti i procedimenti in corso".
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