sabato 27 maggio 2023
Alta tensione in due Case circondariali. Il recluso, rimasto ustionato, è in gravissime condizioni. Il Sappe: "Manca il personale, turni massacranti, stress a livelli non più sopportabili".
Detenuto si dà fuoco a Pescara, la protesta degli agenti a Taranto
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Detenuto tenta il suicidio dandosi fuoco

Momenti di grande tensione nella casa Circondariale San Donato di Pescara. Un detenuto di 40 anni, di origini marocchine, contestava un rapporto disciplinare e per questo aveva chiesto più volte di parlare con il comandante della polizia penitenziaria ma, mentre si recava nel reparto semiliberi del carcere, si è dato fuoco. Ora è ricoverato in condizioni gravissime nella divisione grandi ustionati dell’ospedale di Bari, e lotta tra la vita e la morte. L’episodio, avvenuto venerdì, è stato denunciato oggi (sabato 27 maggio) dal segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), Donato Capece, il quale ha chiesto, ancora una volta al Dap, "di potenziare il contingente di personale in forza nell'istituto penale pescarese, di dotare gli agenti di idonei dispositivi di protezione individuale e di provvedere a una funzionale ristrutturazione dell’edificio". Il responsabile sindacale delle guardie carcerarie aveva effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo nel carcere abruzzese insieme alla vice-capo dell’Amministrazione penitenziaria. Lina Di Domenico, rilevando che" a fronte di una popolazione di ben 379 reclusi, il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria consta di sole107 unità, la maggior parte dei quali di rilevante età anagrafica. Tutto ciò comporta - ha specificato Capece - che spesso il personale impiegato giornalmente è molto inferiore a quello realmente occorrente. La struttura è assai vetusta e necessita di importanti interventi che possano renderla più confortevole e, attraverso una riorganizzazione dei locali, anche più funzionale". Inoltre, conclude il segretario del Sappe, "il comandante di Reparto assegnato in istituto, anziché esserecostantemente presente per guidare i propri uomini nella critica illustratasituazione di cui sopra, sarebbe stato posto in distacco presso ilProvveditorato per svolgere mansioni prettamente amministrative e/o diarchivio, secondo quello che ci è stato riferito nel corso della visita''.
Il recluso protagonista del grave gesto di protesta deve scontare una pena definitiva ed era stato ammesso al lavoro esterno. Dopo il ricovero nell'ospedale di Pescara è stato trasferito d'urgenza in eliambulanza nella struttura specializzata del capoluogo pugliese.

Agenti in sciopero della fame al carcere di Taranto

Sciopero della fame e autoconsegna a fine turno. Gli agenti in servizio al carcere di Taranto non ne possono più e hanno deciso azioni clamorose di protesta. L'annuncio arriva dal Sappe che denuncia "pressione e stress" per i poliziotti, arrivati "a livelli non più sopportabili, determinati dalle massacranti condizioni di lavoro a cui vengono sottoposti a causa della grave carenza organica, nonché dal sovraffollamento di detenuti, tra cui moltissimi con gravi problemi psichiatrici non curati adeguatamente". Gli agenti denunciano anche frequenti aggressioni, con due addetti alla sorveglianza finiti all'ospedale, nonché episodi di violenza da parte dei detenuti, gesti di autolesionismo, incendio delle stanze, minacce. "Tutte situazioni - spiega Federico Pilagatti, della segreteria nazionale - che rappresentano la goccia che ha fatto traboccare il vaso". L'autoconsegna prevede di rimanere in carcere a fine turno "con gravi conseguenze anche per le loro famiglie", aggiunge il sindacalista.

Per affrontare la grave emergenza nel carcere di Taranto, è stato chiesto inoltre un urgente incontro con il Capo del Dap e con il ministro della Giustizia Umberto Nordio. "Inoltre abbiamo saputo con piacere che lunedì 29 maggio sarà presente presso il carcere di Taranto anche l'onorevole Maiorano che unitamente al dottor Capece faranno il punto della situazione con il direttore del penitenziario dottor Mellone, dopo aver visitato il penitenziario", sottolinea Pilagatti. " Che la situazione non sia più gestibile lo dimostra il fatto che a Taranto senza un intervento da Roma, i poliziotti, dopo un anno di lavoro infernale non potranno nemmeno fruire delle ferie per mancanza di personale".


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