sabato 26 gennaio 2013
Sempre più alunni in difficoltà e pochi i docenti di sostegno. Sono 81mila nella primaria e 63mila nella secondaria i bambini con disabilità. Ancora troppi gli istituti con barriere architettoniche.
Luigi D'Alonzo: «Servono competenze nuove»
COMMENTA E CONDIVIDI
​Cresce il numero degli alunni disabili nelle scuole italiane, ma l’integrazione mostra ancora problemi. È in estrema sintesi quanto emerge nell’indagine condotta dall’Istat sulla popolazione scolastica delle primarie e delle medie, nell’anno scolastico 2011/2012.I dati. Sono circa 145mila gli alunni con disabilità presenti nelle scuole del nostro Paese (il 3,1% del totale della popolazione scolastica), con un aumento rispetto all’anno precedente di circa seimila unità. Un trend di crescita registrato da un decennio, segno anche di un maggior coinvolgimento dei portatori di handicap in età scolare, all’interno del sistema d’istruzione nazionale sia nelle scuole statali sia in quelle paritarie. Secondo i dati dell’Istat dei 145mila alunni disabili, circa 81mila frequentano la scuola primaria (pari al 2,9% del totale) mentre nelle medie risultano iscritti gli altri 63mila ragazzi (pari al 3,5% del totale). Le tipologie. Ritardo mentale, disturbi all’attenzione, al linguaggio e dell’apprendimento sono tra le tipologie prese in considerazione dal rapporto Istat. Il ritardo mentale è quello, tra le tipologie, che raggiunge la percentuale più alta sia nella primaria (36,3%), sia nella media (42,9%). In quest’ultimo ciclo scolastico i problemi più frequentati tra gli alunni disabili riguardano quelli legati all’apprendimento (24,9%), all’attenzione (23,3%) e ai disturbi affettivi relazionali (18,2%).I docenti di sostegno. È uno dei capitoli più spinosi e delicati dell’integrazione degli alunni disabili. Attualmente sono poco più di 65mila unità, che, dati alla mano, significa un docente di sostegno ogni due alunni portatori di handicap. Di questi solo il 60,4% nella scuola primaria e il 65,9% nelle medie è impiegato a tempo pieno all’interno dello stesso plesso scolastico. Una figura, quella del docente di sostegno, che dovrebbe facilitare l’apprendimento dello studente con handicap integrandolo alla classe in cui è inserito. A volte, invece, gli vengono attribuiti compiti di assistenza, che dovrebbero essere compiuti da altre figure professionali nominate dagli Enti locali. Un aspetto quanto mai sentito perché alcuni alunni disabili non sono autonomi nel mangiare, nello spostarsi, nell’andare in bagno. Il 7,8% degli alunni disabili delle primarie non è autonomo in nessuna delle tre attività. Decisamente bassa la partecipazione alle attività extrascolastiche: 15% nella primaria e 17% nella media.Le strutture. Le barriere architettoniche, pur con un leggero aumento degli edifici scolastici che hanno operato per risolvere il problema, restano un vero e proprio ostacolo per l’integrazione degli alunni con handicap. Ostacolo talvolta superato dalla buona volontà dei singoli. Anche in questo caso la strada è ancora lunga.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: