giovedì 20 gennaio 2011
Tra elementari e medie inferiori, 130mila alunni. Procede lentamente l’integrazione dei bambini disabili nella scuola dell’obbligo, che vede ancora alti livelli di ripetenti. Alle elementari l’età media di questi scolari è di 9,7 anni, ma il 33% ne ha più di dieci. Alle medie circa un quinto degli iscritti supera i quindici anni.
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Migliora l’integrazione degli alunni disabili nelle scuole pubbliche italiane (statali e non statali), ma resta ancora tanto lavoro da fare, soprattutto sul versante dell’abbattimento delle barriere architettoniche. È questo il quadro che emerge dall’indagine presentata ieri dall’Istat, che ha preso in esame la situazione delle scuole elementari e medie inferiori nel biennio 2008/2009 e 2009/2010.In Italia, la scuola pubblica raccoglie circa il 97% degli alunni con disabilità che, in termini assoluti, alle elementari e medie inferiori sono poco più di 130mila: 73mila circa nella scuola primaria e 59mila circa in quella secondaria di primo grado.Nella scuola elementare la popolazione scolastica con disabilità ha un’età media intorno ai 9,7 anni e ben il 33% degli alunni frequentanti ha un’età superiore ai 10 anni. Nella scuola secondaria di primo grado l’età media della popolazione con disabilità è pari a 13,5 anni, con una percentuale di alunni con età superiore ai 15 anni pari al 20%. «Questi dati – osservano i ricercatori dell’Istat – evidenziano un elevato livello di ripetenza nella popolazione con disabilità, fenomeno negativo in quanto, in alcuni casi, testimonia un semplice prolungamento nel tempo del progetto riabilitativo dell’alunno con disabilità, soprattutto in mancanza di servizi territoriali capaci di prendere in carico tali persone».Tra i fattori che rallentano l’inclusione dei bambini disabili a scuola, l’Istat inserisce anche il faticoso superamento delle barriere architettoniche, ancora oggi presenti in circa il 30% degli istituti su tutto il territorio nazionale, pur con delle differenze, anche significative, a livello regionale. Così, se a livello nazionale il 79,52% delle scuole elementari e l’87,75% delle medie inferiori ha le scale a norma, in Provincia di Trento il 95,78% delle elementari è in regola, mentre in Calabria si arriva appena al 46,88%. Per quanto riguarda le medie, in Valle d’Aosta il 100% ha le scale a norma, mentre il Molise si ferma al 65%. Ciò nonostante, l’istituto di statistica osserva che tra il 2008/2009 (quando era in regola il 76,82% delle elementari e l’82,97% delle medie) e l’anno scolastico successivo si registra «un aumento del numero di scuole che hanno abbattuto le barriere architettoniche».Positivo è anche il dato relativo alla presenza nelle scuole di postazioni informatiche adibite all’integrazione dei disabili. Nella scuola primaria si è passati dal 60,11% delle scuole attrezzate nel 2008-2009 al 68,72% del 2009/2010; nelle medie inferiori le postazioni informatiche sono oggi presenti nel 76,95% degli istituti, con un aumento di oltre dieci punti percentuali, rispetto al 66,75% del 2008/2009. Anche in questo caso sono significative le differenze territoriali: in Emilia Romagna il 70,3% delle elementari e il 76,1% delle medie ha postazioni informatiche per i disabili, mentre in Molise sono presenti nel 45,5% delle primarie e nel 50,9% delle secondarie di primo grado.«La disponibilità di postazioni informatiche nelle classi anziché in laboratori separati – osservano in proposito all’Istat – assume molta importanza. Questo consente, infatti, all’alunno con disabilità di svolgere tutte le attività didattiche quotidiane insieme ai compagni, favorendo il processo di integrazione».Un lavoro che vede, tra i protagonisti principali gli insegnanti di sostegno, che oggi sono 60.529 (33.556 nella primaria e 26.973 nella secondaria di primo grado). Mediamente, ciascun insegnante di sostegno lavora con due alunni disabili. Il quadro è completato da circa 13mila assistenti educativi culturali, 700 comunicatori per sordi, 1.500 facilitatori della comunicazione e 20.286 collaboratori scolastici con assegnazione specifica per l’assistenza agli alunni con disabilità.
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