martedì 27 novembre 2018
L'azienda del padre a Pomigliano. "Le Iene" annunciano un'intervista ad altri due operai coinvolti e chiedono: potrebbe essere lo stesso Luigi ad aver lavorato in nero nella ditta di famiglia?
Di Maio e i lavoratori in nero: pronto a chiarimenti ma non sono io il gestore
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"Io sono a disposizione per dare tutte le informazioni che servono, ovviamente riguardano un periodo in cui non ero né socio né gestore di quella azienda, come non sono gestore dell'attuale". Lo afferma il vicepremier e leader M5S Luigi Di Maio, a proposito del servizio de 'Le Iene' sul caso di Salvatore Pizzo, l'operaio che lavorò in nero per la ditta edile del padre a Pomigliano d'Arco e omise di denunciare un incidente sul lavoro, risolvendo la questione con una transazione di 500 euro.

Intanto dal programma si fa sapere che altri due operai che avrebbero lavorato in nero per l'azienda del padre di Luigi Di Maio, la Ardima srl, stasera saranno intervistati nel corso della nuova puntata della trasmissione. Secondo quanto anticipato, avrebbero lavorato in nero rispettivamente 8 mesi e tre anni e uno di loro avrebbe fatto causa per contributi e competenze mai versati. Viene, inoltre, interpellato nuovamente lo stesso il vicepremier che ha promesso ulteriori verifiche.

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Ma potrebbe esserci anche Luigi Di Maio tra i lavoratori in nero impiegati nella ditta del padre? È quanto chiedono Le Iene al ministro, che risponderà in un servizio in onda questa sera su Italia1. La Iena Filippo Roma, secondo quanto anticipato dalla trasmissione, ha infatti chiesto conto a Di Maio della "documentazione che dimostri il fatto che lui stesso non lavorasse in nero come muratore per la ditta di famiglia" basandosi sul fatto che "spesso il ministro ha raccontato di aver lavorato d'estate in azienda".

A difendere il suo collega di governo scende in campo il vicepremier Matteo Salvini: "Quando si usa una vicenda familiare e privata per fare bagarre politica, non è mai un bel momento", ha detto in conferenza stampa alla Camera rispondendo a una domanda sulla vicenda che ha coinvolto il padre del vicepremier M5S Luigi Di Maio. "Non commento le cose che non conosco. Però quando si tira in ballo, per polemica politica, la vita privata e familiare secondo me si sbaglia. Poi se ci sono stati degli errori ognuno risponderà dei suoi errori", aggiunge.

Il Pd, dal canto suo, insiste a chiedere che Di Maio riferisca in Parlamento. "Il vicepremier è socio al 50% dell'Ardima, possibile che ignorasse completamente l'abituale ricorso al lavoro nero?", sottolinenao in una nota il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci e le due vice, Simona Malpezzi e Valeria Valente.

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