mercoledì 3 gennaio 2018
Le idee del Movimento 5 Stelle
Luigi Di Maio, M5S (Lo Bianco)

Luigi Di Maio, M5S (Lo Bianco)

Fra i tanti problemi che colpiscono il nostro Paese in questa fase storica, due sono particolarmente gravi: il calo della natalità e la crisi occupazionale dei giovani.

È fondamentale dare subito alle famiglie con uno o più figli un concreto sostegno economico. La Francia spende oggi il 2,5% del Pil in welfare familiare, l’Italia solo l’1,5%, sotto la media europea. È nostra intenzione raggiungere almeno il livello francese, aumentando anche per le madri lavoratrici le garanzie di non perdere il posto di lavoro. E incentivando le aziende che fanno politiche family friendly.

Un sostegno economico, però, non può bastare. Se i giovani stentano a fare figli è anche perché un lavoro spesso non ce l’hanno oppure, quando va bene, è precario e a termine a causa del Jobs act. È venuto il momento di rilanciare gli investimenti produttivi nei settori più promettenti per creare occupazione di qualità. Nella fase di transizione, che può durare alcuni anni, le persone non vanno lasciate sole, per questo sarà fondamentale il nostro reddito di cittadinanza, grazie al quale chiunque potrà vivere dignitosamente mentre si forma e cerca lavoro. Infine, c’è il debito pubblico, che è in continua crescita e che stiamo lasciando proprio alle future generazioni.

Il M5S sta lavorando a un piano ambizioso che punta a ridurre il rapporto debito/Pil di 40 punti percentuali nel corso di due legislature. Il piano parte dal presupposto che l’austerità ha fallito, perché i tagli lineari alle spese sociali e produttive hanno depresso il Pil facendo aumentare il peso del debito. Il Fiscal compact porterebbe alla devastazione del welfare in italia. Ciò che proponiamo, allora, è un mix intelligente di investimenti e razionalizzazione della spesa, con l’eliminazione degli sprechi e dei privilegi che va a finanziare la riduzione strutturale delle tasse. Solo così riusciremo a rimettere l’economia in carreggiata e ad occuparci, nello stesso momento, delle persone. Quindi una prima fase di investimenti in settori innovativi, con un fortissimo ritorno occupazionale e di crescita e di razionalizzazione della spesa senza ovviamente toccare la spesa sociale necessaria. E poi una seconda fase in cui si usano le maggiori entrate per la riduzione sostanziale del debito.

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