giovedì 14 maggio 2020
Aumento dei giorni di congedo speciale, un bonus baby sitter più alto che potrà essere usato anche per pagare i centri estivi. De Palo (Forum famiglie): poco o nulla per i nuclei familiari
La famiglia Ricci Valentini nel lockdown

La famiglia Ricci Valentini nel lockdown - servizio fotografico di Lapresse

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Dei bonus per famiglie annunciati nelle scorse settimane, diversi sono stati confermati dal dl Rilancio. È stato approvato il bonus vacanze: un voucher da 300 ai 500 euro riconosciuto alle famiglie che non superano determinati limiti reddituali, spendibile per la prenotazione di soggiorni all’interno del Paese. Per i genitori lavoratori, che devono adesso fare i conti con la ripresa delle attività e la gestione dei figli rimasti a casa (che ancora non possono andare a scuola), si è deciso di procedere con il raddoppio del bonus babysitter: dai 600 euro passa a 1.200 euro, mentre sale a 2mila euro per sanitari e forze dell’ordine.

È stato confermato il congedo parentale pagato al 50% per i figli fino a 12 anni: il congedo può essere continuativo o frazionato, ma non superiore ai 30 giorni e si potrà richiedere fino al 31 luglio 2020 per i periodo coperti da contribuzione figurativa. Fino alla fine dello stato di emergenza epidemiologica, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore, o beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. La prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dal datore di lavoro.

De Palo (Forum Famiglie): «Poco o nulla ai nuclei familiari, l’Italia non è Paese a misura di famiglia»
«Il presidente del Consiglio Conte non aveva ancora finito di rispondere alle domande post-conferenza stampa sul dl Rilancio e già avevamo ricevuto centinaia di messaggi di famiglie preoccupate e stanche. Non è così che si rilancia il futuro del Paese, evidentemente il governo non ha ascoltato il grido di dolore dei nuclei familiari, specie quelli con figli. Ma restare sordi a questi bisogni vuol dire non rendersi conto della gravità della situazione». Così il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gianluigi De Palo, commentando i contenuti del decreto presentato dal premier.

«Nessuna delle nostre proposte, tutte peraltro ampiamente sostenibili, concrete e di buon senso, è stata accolta: non c’è nessun assegno straordinario per figlio, il congedo parentale è ancora fermo al 50%, il contributo per gli autonomi continua a non tenere in considerazione i carichi familiari e la presenza di figli a carico, come peraltro neppure il reddito di emergenza. Nessuna risposta adeguata per le politiche di conciliazione lavoro-famiglia, né per i bisogni scolastici dei nostri figli o per le scuole paritarie. Rimane, preoccupante, la discriminazione fiscale delle famiglie. Di 80 miliardi di euro stanziati in deficit che peseranno sulle spalle dei nostri figli e nipoti, tra questo e il decreto precedente, ai nuclei familiari resta poco o nulla».

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