giovedì 13 settembre 2018
Approvato il testo «salvo intese», ovvero con la possibilità di accordi con Regione e Comune scontenti per non essere stati interpellati
Tecnici al lavoro dopo il crollo del ponte Morandi (Ansa)

Tecnici al lavoro dopo il crollo del ponte Morandi (Ansa)

C’è l’ok al decreto ma senza il testo e manca anche il nome del commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi. Si conclude così una giornata di tira e molla nella maggioranza durante la quale l’approvazione del dl su Genova è rimasto in bilico fino alla serata quando il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al provvedimento con la fomula «salvo intese», cioè senza un articolato preciso e dunque ancora modificabile. Intanto Autostrade si dice pronta a realizzare, insieme a Fincantieri, il nuovo ponte sul progetto di Renzo Piano nel minor tempo possibile.

Al netto delle fibrillazioni politiche il "Dl urgenze" prevede misure «volte a velocizzare le operazioni di demolizione e ricostruzione» del ponte, come ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, insieme ad «agevolazione fiscali e per la ripresa dei traffici portuali, una zona franca urbana e una zona logistica facilitata per il porto e il retro porto». «Abbiamo previsto un commissario straordinario per le opere complessive, un commissario ad hoc che avrà anche i poteri di acquisire il progetto e consentire a Genova di avere un ponte più bello e nuovo e rilanciare l’immagine della città». Per l’emergenza è stato nominato il presidente ligure Giovanni Toti, «mentre il commissario alla ricostruzione sarà nominato prossimamente». «Il nome al momento non c’è», verrà nominato con un successivo provvedimento.

Venerdì il capo del governo sarà a Genova a un mese da una tragedia che ha fatto 43 morti: «Non torno a mani vuote», ha detto, «presenterò ai rappresentanti degli enti locali il frutto del nostro lavoro per condividerlo anche con loro e se ci sono suggerimenti siamo pronti ad accoglierli»: per questo il decreto sarebbe stato approvato salvo intese: «È giusto che un provvedimento del genere raccolga le istanze locali».

Ma resta il braccio di ferro su chi guiderà la ricostruzione e la Liguria reclama «voce in capitolo».
Il decreto prevede anche l’istituzione presso il ministero dei Trasporti di un’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali che impiegherà 250 ingegneri e altrettanti esperti. Tra i suoi compiti, il monitoraggio costante delle infrastrutture: «Passiamo dalla logica dell’emergenza con le lacrime agli occhi alla logica della prevenzione», ha spiegato il ministro Danilo Toninelli. Ci sarà anche l’obbligo di applicare «semplici sensori» che consentiranno «il monitoraggio costante, sette giorni su sette, h24 delle nostre infrastrutture». Infine nel Dl sono previste misure di sostegno per altre zone colpite da sciagure, il centro Italia e Ischia.

«Fino a ieri non avevamo neanche visto il decreto. E comunque non si può non coinvolgere gli amministratori di Genova e della Regione. Così non ci siamo»: così nel pomeriggio fonti parlamentari della Lega certificavano le distanze all’interno della maggioranza sul dl. D’altra parte il M5s vuole mantenere una regia governativa sul caso anche per non favorire il centrodestra che governa gli enti territoriali genovesi. «Non vogliamo monopolizzare la Regione, ma abbiamo diritto da liguri e da genovesi di avere voce in capitolo» sulla ricostruzione e la scelta del commissario, aveva detto Toti nel pomeriggio. Alla fine si è preferito arrivare comunque al varo formale del dl, anche per non rendere plastiche le divisioni alla vigilia della trasferta ligure.

Non è chiaro poi se il provvedimento intervenga per introdurre una deroga al codice degli appalti, che imporrebbe altrimenti una gara per assegnare la costruzione dell’opera. Il governo punta a un affidamento diretto a Fincantieri. Ieri Autostrade per l’Italia è intervenuta assicurando di essere pronta a ricostruire e ribadisce la propria disponibilità, a dispetto delle intenzioni dell’esecutivo di tenerla fuori dai giochi. «Pensiamo di poter dare molto a Genova, in particolare un ponte ricostruito secondo il progetto di Renzo Piano insieme a Fincantieri nei più brevi tempi possibili», ha detto l’ad Giovanni Castellucci. Il manager ha assicurato l’impegno di Autostrade perché emerga la verità: «La responsabilità ce la sentiamo tutta, ma per parlare di colpa bisogna prima capire cosa è successo».

Per il Pd intanto, «l’annuncio del governo sul decreto per Genova è una presa in giro. Se davvero è stato approvato, non si capisce come Conte pensi di recepire domani i contributi del governatore Toti e del sindaco Bucci, e quindi prende in giro le istituzioni della città», afferma il parlamentare dem Michele Anzaldi. «Se invece il decreto deve essere ancora messo a punto e scritto, ad essere presi in giro sono tutti gli italiani».

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