venerdì 31 ottobre 2014
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La sentenza d'appello ribalta completamente il processo-Cucchi: i sei medici, i tre infermieri e i tre agenti della penitenziaria incriminati per la morte del giovane geometra sono stati assolti per insufficienza di prove. La decisione dei giudici cambia del tutto l'esito dell'udienza di primo grado: allora - era il 5 giugno del 2013 - la III Corte d'Assise condannò a due anni il primario del reparto detenuti dell'Ospedale Pertini di Roma, Aldo Fierro, e punì con una sentenza di un anno e quattro mesi i quattro medici accusati di abbandono di persona incapace, favoreggiamento e omissione del referto. A cinque anni dalla morte di Cucchi, il giallo sulle cause e sulle responsabilità non è ancora risolto. Il giovane romano, trentunenne con problemi di droga e anoressia, venne arrestato la notte del 15 ottobre del 2009 e morì all'ospedale Pertini sette giorni dopo, il 22 ottobre. La cattura scattò perchè Cucchi fu trovato in possesso di venti grammi di droga. A pochi giorni dalla morte, i genitori diffusero le foto shock del cadavere di Stefano, scattate in obitorio. Erano ben visibili, oltre alla magrezza scheletrica (Cucchi pesava 43 kg al momento della morte), delle lesioni diffuse la cui origine non è mai stata del tutto chiarita. Il volto era tumefatto: una maschera violacea attorno agli occhi, uno dei quali schiacciato nell'orbita, un ematoma bluastro sulla palpebra e la mandibola spezzata. E poi la schiena, fratturata all'altezza del coccige. L'inchiesta avviata dalla Procura diede il via ad un lunghissimo processo, iniziato con il rinvio a giudizio dei dodici imputati (gennaio 2011). Da allora, sono servite 45 udienze, 120 testimoni sentiti, decine di consulenti tecnici nominati da accusa, parti civili, difesa, e anche una maxi-perizia disposta dalla stessa Corte. La sentenza di primo grado fu annunciata nel giugno del 2013: i poliziotti furono tutti assolti, mentre scattarono le condanne per i quattro medici rinviati a giudizio. Per la III Corte d'assise, Cucchi non fu picchiato nelle celle di sicurezza del tribunale, ma morì in ospedale per malnutrizione e l'attività dei medici fu segnata da omissione e noncuranza. Le pene comminate furono però molto inferiori alle richieste del Pubblico Ministero: un anno e quattro mesi per i quattro medici accusati di abbandono di persona incapace, favoreggiamento e omissione di referto. Le richieste, per tutti e quattro, superavano i cinque anni di detenzione. Per il quinto condannato, a otto mesi per falso e abuso di ufficio, la richiesta iniziale era di due anni di reclusione. Dopo il primo grado, il procuratore generale Mario Remus chiese la revisione della sentenza, continuando a sostenere la tesi della morte per pestaggio e poi per abbandono in ospedale. Prima della riapertura del processo, fu anche disposto un maxi-risarcimento di un milione e 340mila euro alla famiglia Cucchi da parte dell'Ospedale Pertini. Il processo di secondo grado è terminato oggi, con assoluzione piena per tutti gli imputati. Ma la famiglia annuncia ancora battaglia: la prossima tappa dovrebbe essere il ricorso in Cassazione.
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