lunedì 15 aprile 2013
COMMENTA E CONDIVIDI
​La rincorsa delle donne ai vertici delle imprese è inarrestabile. Se l’Italia è ancora il fanalino di coda di una media europea che si attesta attorno al 34% della managerialità femminile, il Paese secondo gli ultimi dati Inps del 2011, registra un’impennata che potrebbe consolidarsi nel prossimo futuro.Le donne crescono sia tra gli occupati con un più 4% rispetto a 5 anni or sono, con lo stesso trend tra i dirigenti delle imprese private che registra un più 15%. Alla fine del 2011 le donne dirigenti erano pari al 13,8%, al contrario del 2009 dove raggiungevano la soglia dell’11% e del 13% nel 2010. Numeri importanti che confortano anche un rigoglioso rialzo nel Mezzogiorno dove nel 2011 l’aumento registrato nel settore privato è stato pari al 34%. Numeri che dimostrano, però, l’impossibilità di un confronto alla pari persino con Grecia e Turchia la cui media ai vertici delle aziende private raggiunge nel primo Paese il 22% e il 14% nel secondo Paese. Inutile nascondere il divario con l’Europa del nord dove la media femminile dirigenziale è del 34%. Tra le regioni italiane più al femminile troviamo il Molise, il Lazio, la Lombardia e la Valle D’Aosta. Indietro agli ultimi posti l’Abruzzo e il Trentino Alto Adige. Alta la presenza delle donne manager a Catanzaro, Pavia, più indietro Roma e Milano mentre in alcune aree del Sud come Enna e Oristano non ci si muove dallo 0%. Ad Avellino si arriva appena al 3%. Numeri molto bassi che si spiegano con il forte legame parentale che esiste nelle aziende dove viene ceduto il comando solo a figlie o parenti strettissime. Se si pensa che i dirigenti maschi sono calati anche dell’1%, l’aumento femminile non ha raffronti nelle recente storia imprenditoriale italiana. È il caso per esempio di una Srl di Milano nata nel 2001 operante nel campo della comunicazione. La Niklas non ha un fatturato elevatissimo appena 600.000 euro, costantemente aumentato negli ultimi anni. Paola Marras è l’Ad, mentre il Cda è composto di tre persone di cui 2 sono donne: «Guardo soprattutto alle capacità dei soggetti e non al genere – afferma Marras – e visto il nostro settore puntiamo molto sulla creatività. Decido io la politica di marketing e nei prossimi anni proveremo ad aumentare il nostro fatturato come sempre abbiamo fatto. Tra i manager c’è da recuperare un gap che proviene dal passato e che ha negato alle donne di fare carriera». Una nota dolente arriva invece dai Cda, dove la quota rosa si ferma al 4,8%.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: