martedì 20 aprile 2021
Il verdetto dell'Agenzia Ue è simile a quello su AstraZeneca. L'associazione con eventi rari è chiara. Figliuolo indica alle Regioni gli obiettivi per raggiungere 500mila vaccinazioni al giorni
Ema: via libera al vaccino J&J, verso l'uso per gli over 60. Oggi 390 morti

Ansa

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Oggi si contano 12.074 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 8.864. Sono invece 390 le vittime in un giorno (ieri 316). Ieri i test erano stati 146.728. Il tasso di positività è del 4,1%, in calo rispetto al 6% di ieri (-1,9%).

Sono 3.151 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid in Italia, in calo di 93 unità rispetto a ieri nel saldo giornaliero tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri sono stati 182 (ieri 141). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 23.255 persone, in calo di 487 rispetto a ieri.

In totale i casi dall'inizio dell'epidemia sono 3.891.063, i morti 117.633. Gli attualmente positivi sono 482.715 (-10.774 rispetto a ieri), i guariti e dimessi 3.290.715 (+22.453). In isolamento domiciliare ci sono 456.309 persone (-37.180).

Via libera al vaccino J&J dall'Ema

L'Agenzia europea del farmaco (Ema) riconosce "possibili" legami di causa-effetto tra la somministrazione del vaccino Janssen di Johnson & Johnson e gli eventi "molto rari" di trombosi cerebrale che si sono verificati negli Stati Uniti. Lo comunica l'Agenzia Ue, precisando però che i benefici superano i rischi.

Tutti gli eventi rari di trombosi cerebrale "si sono verificati in persone di età inferiore a 60 anni entro tre settimane dalla vaccinazione", "la maggioranza nelle donne. Sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati". "I casi esaminati erano molto simili a quelli verificatisi con il vaccino Vaxzevria, sviluppato da AstraZeneca", precisano gli esperti.

Il comitato per la sicurezza (Prac) dell'Ema ha concluso che nelle informazioni sul prodotto per il vaccino Janssen sviluppato da Johnson & Johnson dovrebbe essere aggiunto un avvertimento su coaguli di sangue insoliti con piastrine basse.

In ogni caso "c'è un'associazione forte e chiara tra la vaccinazione" col siero di Johnson & Johnson ed i casi molto rari di trombosi cerebrale. Lo ha chiarito la presidente della commissione di farmacovigilanza dell'Ema, Sabine Straus, ad una domanda.

La scorsa settimana J&J aveva deciso di ritardare le consegne dei suoi vaccini monodose all'Europa dopo che la Food and Drug Administration Usa aveva raccomandato alle autorità di sospenderne l'uso in attesa che venissero esaminati i 6 casi di trombi rari individuati, su circa 7 milioni di persone immunizzate. I governi europei hanno tenuto ferme le dosi in attesa delle linee guida dell'Ema.

Dopo il responso positivo dell'Ema è atteso quello dell'Aifa (l'Agenzia italiana per il farmaco), dopodiché la struttura commissariale per l'emergenza Covid è pronta a distribuire, già da domani, le prime 184mila dosi di Janssen arrivate e rimaste in magazzino a Pratica di Mare.

Per la revisione sul vaccino, l'Agenzia europea del farmaco (Ema) ha preso in considerazione "otto casi gravi di coaguli di sangue insoliti associati a bassi livelli di piastrine, uno dei quali ha avuto esito fatale, negli Usa. Al 13 aprile, oltre 7 milioni di persone hanno ricevuto il vaccino Janssen negli Stati Uniti". Si spiega nella nota dell'Ema. "Una spiegazione plausibile" per gli eventi rari dopo il vaccino di Johnson & Johnson, che vedono "la combinazione di coaguli di sangue e piastrine basse", sia una "risposta immunitaria, che porta a una condizione simile a quella osservata a volte nei pazienti trattati con eparina", scrive l'Ema.

Comunque "le indagini dell'Ema sul vaccino di Johnson &Johnson proseguono e sarà imposto alla casa farmaceutica di fare ulteriori approfondimenti. L'agenzia europea ha inoltre commissionato studi sui casi di trombosi attraverso due consorzi di ricerca", lo ha sottolineato la direttrice esecutiva, Emer Cooke.

Il direttore dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Nicola Magrini, ha spiegato che "su Johnson & Johnson l'Ema e la Fda hanno avuto approfonditi scambi di informazioni e hanno concluso che i rari casi di trombosi sono al limite della valutabilità, se non della trascurabilità. Quindi il vaccino è per tutti e l'Italia lo colloca in fascia anziana dove sicuramente i benefici sono maggiori dei rischi". Il vaccino, insomma, negli orientamenti dell'Aifa dovrebbe preferenzialmente essere utilizzato per le persone con più di 60 anni.

La campagna vaccinale riparte di slancio

Con il responso positivo di Ema (al quale si attende a ruota il via libera di Aifa) sull'utilizzo del vaccino Johnson & Johnson, la struttura Commisariale per l'Emergenza è pronta ad assegnare nelle varie regioni, già da domani, le 184mila dosi già a Pratica di Mare.

A livello europeo "dovremmo essere in grado di vaccinare più del 70% degli adulti entro metà luglio", ha detto il commissario Ue al mercato interno, Thierry Breton.

La Regione Lazio, subito dopo la decisione dell'Ema fa sapere che martedì 27 aprile nel Lazio si apriranno le prenotazioni per gli under 60: si partirà per chi è nato nel 1962-1963 ovvero per chi ha 59 e 58 anni. Con la decisione dell'Ema si sbloccherà anche la situazione dei due maxi hub di Valmontone e Tor Vergata la cui
inaugurazione era prevista il 19 aprile.

Vaccini, ecco gli obiettivi quotidiani per ogni Regione

Un obiettivo di vaccinazioni assegnato a ciascuna Regione, da rispettare quotidianamente e settimanalmente, per garantire regolarità alla campagna vaccinale. Lo prevede il commissario per l'emergenza Covid, Francesco Figliuolo, nell'ottica di raggiungere le 500mila inoculazioni al giorno in totale. I valori vengono assegnati dieci giorni prima dell'inizio della settimana di riferimento.

Nella settimana in corso, dal 16 al 22 aprile, il target a livello nazionale è di 315.718 inoculazioni al giorno. Ecco gli obiettivi per ciascuna Regione: si fissa per l'Abruzzo il raggiungimento 7.050 inoculazioni al giorno e 49.350 alla settimana, Basilicata 3.100 e 21.700, Calabria 9.644 e 67.510, Campania 29.500 e 206.500, Emilia-Romagna 22.000 e 154.000, Friuli-Venezia Giulia 6.140 e 42.981, Lazio 30.000 e 210.000, Liguria 7.815 e, 54.703, Lombardia 51.000 e 357.000, Marche 9.500 e 66.500, Molise 2.000 e 14.000, Provincia Autonoma di Bolzano 3.000 e 21.000, Provincia Autonoma di Trento 3.100 e 21.700, Piemonte 24.000 e 168.000, Puglia 20.777 e 145.440, Sardegna 11.000 e 77.000, Sicilia 25.429 e 178.002, Toscana 20.000 e 140.000, Umbria 4.800 e 33.600, Valle d'Aosta 620 e 4.342, Veneto 25.243 e 176.699. Il target è calibrato sulla distribuzione effettiva di dosi, che dalla scorsa settimana è assegnata in base alla popolazione.

"Il computo generale delle dosi ad oggi attribuite alle varie Regioni e Province Autonome dall'inizio della campagna vaccinale potrà essere ricondotto al nuovo principio adottato, attraverso un piano di recupero graduale", si legge in una nota.

Sputnik V. La Russia attacca il commissario Ue Breton​

"Gentile commissario Breton, per favore smetta d'ingannare il pubblico con dichiarazioni di parte contro lo Sputnik V". È il duro attacco su Twitter dall'account del vaccino Sputnik in merito a un'intervista del commissario Ue al mercato interno, Thierry Breton, a Le Figaro. "Noi possiamo consegnare all'Europa il giorno dell'approvazione dell'Ema, non entro la fine del 2021. Continuate a ingannare il pubblico dicendo che 'devono essere trovati impianti di produzione' per lo Sputnik. Non è vero. L'Ema sta ispezionando gli impianti russi esistenti che possono essere utilizzati per rifornire l'Ue".

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