mercoledì 18 novembre 2020
In 17 regioni èstata superata la soglia critica per le terapie intensive. Ma rallenta la curva epidemica.
In 17 regioni superata la soglia critica per le terapie intensive

In 17 regioni superata la soglia critica per le terapie intensive - Ansa

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Sono 34.283 i nuovi casi registrati di contagio in Italia. E i morti salgono a 753. Il totale delle vittime è cos' salito a 47.217. Sono i dati dell'ultimo bollettino del ministero della Salute. Nel complesso sono 19.474.341 i tamponi processati in Italia, 234.834 nelle ultime 24 ore. Ieri erano stati 208.458.

Si conferma in rallentamento la curva epidemica. La percentuale positivi-tamponi scende al 14,5% (ieri era al 15,4%). Mentre resta molto alto il numero dei decessi: 753 oggi contro i 731 di ieri. Segnali incoraggianti invece dai ricoveri: le terapie intensive, comunque sotto pressione, aumentano di 58 unità, meno della metà rispetto a ieri (+120), e sono 3.670, mentre i ricoveri ordinari salgono di 430 (ieri 538), per un totale di 33.504.

In 17 regioni superata la soglia critica per le terapie intensive, ossia il limite del 30% di posti letto occupati da malati Covid (la media italiana è del 42%). È quanto rileva il monitoraggio dell'Agenas, aggiornato a ieri sera, in base una rielaborazione dei dati della Protezione Civile e del Ministero della Salute. Le regioni oltre la soglia sono Campania (34%), Emilia Romagna (35%), Lazio (32%), Liguria (53%), Lombardia (64%), Marche (45%), Provincia di Bolzano (57%), Provincia di Trento (39%), Piemonte (61%), Puglia (41%), Sardegna (37%), Toscana (47%), Umbria (55%), Valle d'Aosta (46%), mentre la Sicilia è al limite, al 30%. Non va meglio per i posti letto di ricovero ordinario: la media italiana è al 51% (la soglia di rischio in questo caso è del 40%), con 15 regioni oltre la soglia.

In Calabria da oggi Emergency a sostegno della sanità regionale. "Abbiamo definito un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all'emergenza sanitaria in Calabria. Inizieremo oggi a lavorare a un progetto da far partire al più presto. Ringrazio il Governo per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency e le tante persone che ci hanno dato fiducia, offrendo da subito il loro sostegno". Lo ha detto Gino Strada, fondatore di Emergency, attraverso i canali social.

L'accordo, spiega la Protezione Civile, riguarda l'attività negli ospedali da campo e nei Covid Hotel e triage ospedalieri. Secondo il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia, "la rete di Emergency, sommata alla Protezione civile, non può far altro che rafforzare la capacità di intervento sui luoghi dove siamo più in sofferenza"

Intanto, sempre in Calabria, è nuovo record di contagi di coronavirus. Sono 936 i nuovi positivi per un totale di 12.006. Ad oggi sono state sottoposte a test 324.783 persone per un totale di tamponi eseguiti 331.792. Sono questi i dati giornalieri relativi all'epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria. I morti sono 10 in più per un totale di 197.

Ed è in programma per domani mattina, a Roma, la protesta dei sindaci calabresi per chiedere l'azzeramento del debito sanitario e la fine del lungo commissariamento, che dura da circa 11 anni. A promuovere la manifestazione l'Anci Calabria, che da subito ha cercato di coinvolgere tutti i 404 sindaci della regione, convinti all'unanimità che è giunta l'ora di una svolta concreta, decisa, per l'intero settore della sanità. Una delegazione di amministratori calabresi sarà ricevuta dal premier, Giuseppe Conte.

Scende l'indice di trasmissione del virus. "Sono due settimane oggi dalla chiusura di Calabria, Lombardia, Piemonte e Val d'Aosta, e quello che osserviamo è una generale tendenza alla riduzione dell'indice di trasmissione, ma in questo momento è fondamentale restare cauti e prestare estrema attenzione". A spiegarlo è Claudio Mastroianni, professore ordinario di Malattie infettive presso l'Università La Sapienza di Roma, commentando la situazione attuale e gli effetti delle misure adottate per arginare la diffusione del nuovo coronavirus. "La curva è ancora in crescita - osserva l'esperto - e, sebbene si stia assistendo a un rallentamento generale di questa tendenza, dobbiamo attendere l'inversione di tendenza per essere ottimisti. Non possiamo aspettarci un calo improvviso, ma credo che insistendo con le misure attuali sarà possibile osservare finalmente una decrescita della curva dei contagi e soprattutto dobbiamo puntare alla diminuzione dei numeri riguardanti iricoveri in ospedale, gli accessi in terapia intensiva, i casi che necessitano ventilazione e i decessi".




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