venerdì 20 gennaio 2012
COMMENTA E CONDIVIDI
Costa Crociere si è costituita parte offesa per il naufragio della Concordia e ha sospeso dall’organico il comandante, Francesco Schettino. Lo ha annunciato ieri mattina l’avvocato della Compagnia, Marco De Luca, dopo essere stato in procura a Grosseto. «Costa è parte offesa in questo procedimento, non esistono altre posizioni, ed è chiaro che non essendoci ancora un processo non possiamo ancora essere parte civile. La Costa è parte offesa perché, oltre il dramma umano e la tragedia, ha subito un danno ingente», ha dichiarato il legale. Che poi ha informato dell’altra decisione “a sorpresa” della compagnia: Costa non provvederà alla difesa di Schettino. «È parte offesa rispetto a un reato contestato a Schettino e forse anche ad altri soggetti», ha concluso il legale. Una novità rispetto a quanto sostenuto dai vertici della compagnia appena lunedì scorso, quando l’amministratore delegato e presidente Pierluigi Foschi aveva detto in conferenza stampa che l’armatore si sarebbe fatto carico della difesa del suo comandante, pur prendendo le distanze dalla sua condotta e ammettendo che fosse stato suo l’errore all’origine del disastro. Da Genova, invece, Costa ha informato che le operazioni per rimuovere il carburante della nave inizieranno entro fine settimana. Le eseguirà la società olandese Smit Salvage BV, considerata numero uno al mondo nel settore e i cui tecnici sono già da giorni sul posto.Circa la riparazione dei danni, la società sta «contattando tutti gli ospiti coinvolti nel triste incidente – assicura una nota – per assicurarsi sull’avvenuto rientro, sul loro stato di salute e per confermare il rimborso della crociera e di tutte le spese materiali ad essa collegate». Pronta a dialogare, peraltro, con le associazioni che tutelano i consumatori. Intanto a Meta di Sorrento, il comandante Schettino resta chiuso dentro la sua casa, agli arresti domiciliari, sempre più provato. I morti, i dispersi, le accuse. «È in questi momenti che sta davvero rivivendo quanto è successo», racconta chi gli sta accanto. E sono gli stessi momenti, questi, in cui Schettino dice ai suoi: «Non mollo e non mollerò». Ora che ha tutto il mondo contro il comandante, dice ancora chi fa parte del suo ambiente familiare, vuole «dimostrare a tutti che è sul serio un comandante». Soprattutto di se stesso. Insomma, ha intenzione di far valere le sue ragioni e di mostrare che non tutto quello che si sta dicendo in questi giorni è vero. Di sicuro anche ieri il suo paese e i suoi uomini di mare hanno alzato un muro di silenzio intorno a lui e alla sua famiglia. E di difesa. Qualcuno chiama in causa anche la Costa. «Se Franco (come lo chiamano in paese, ndr) ha sbagliato, la colpa se la deve prendere anche la Costa – dice qualcuno – non possono mollarlo così, perchè anche loro hanno un bel pò di responsabilità».
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: