martedì 29 ottobre 2013
Verso la reintroduzione degli "sconti" per la Tasi, come avveniva con l'Imu.

Alfano-Tesoro, gelo sul tetto ai contanti (Marco Iasevoli)
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Tagli alle imposte in busta paga destinati soprattutto alle famiglie numerose. È l’ipotesi del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che intanto non esclude di reintrodurre le detrazioni per la Tari, la tassa che sostituirà l’Imu prima casa, escludendo dal pagamento le case (o i redditi) di minor valore. Ascoltato ieri dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato a conclusione del ciclo di audizioni sulla legge di stabilità, il titolare del Tesoro ha sottolineato il «sentiero stretto» entro il quale anche il Parlamento dovrà muoversi, perché «non ci sono soluzioni semplici» e si dovrà rispettare «l’unico limite degli obiettivi di finanza pubblica condivisi in sede europea». Saccomanni ha annunciato per la metà di novembre un «piano dettagliato» sulla spending review, una operazione che consentirà di ridurre le tasse più di quanto indicato finora nel ddl. Nelle prossime settimane sarà inoltre varato un provvedimento per modificare lo statuto della Banca d’Italia e rideterminare il valore del suo capitale, valutato «tra i 5 e i 7 miliardi», ha specificato il ministro. Un intervento che nel 2014 dovrebbe portare un "tesoretto" aggiuntivo nelle casse del fisco: si parla di un’entrata una tantum tra 800 milioni e 1,1 miliardi.Sulla situazione dell’economia nazionale, Saccomanni si allinea agli ultimi dati Istat con la previsione di un calo dell’1,8% nel 2013, leggermente più di quanto stimato dal governo (-1,7%). Ma conferma le prospettive di ripresa nel 2014 quanto l’economia dovrebbe mettere a segno un + 1,1% anche grazie al «lieve impatto espansivo della legge di Stabilità». Per far tornare a una crescita duratura un Paese «che ristagna da 20 anni» servono «interventi anche radicali», incalza il ministro davanti ai parlamentari, ma «la competitività non richiede più spesa pubblica, richiede maggiore efficienza e regole più semplici».Cuneo fiscale. Il ministro blinda le dotazione finanziaria della legge di stabilità. E stoppa chi sollecita una sforbiciata più robusta sulle tasse in busta paga (sindacati, imprese ma anche settori della maggioranza) chiedendo di «indicare quali spese ridurre o quali maggiori entrate utilizzare» per i maggiori sgravi dal momento che non è possibile aumentare il disavanzo. Spiega che si è scelto di «spalmare le risorse disponibili su un triennio in modo da dare un segnale di continuità a imprese e famiglie». Semaforo verde, invece, a una distribuzione delle risorse previste per il cuneo in modo più selettivo, «per esempio in favore delle famiglie numerose». Gli 1,5 miliardi previsti per i lavoratori dipendenti (che se spalmati su tutti i redditi sotto i 55mila euro darebbero al massimo i "famosi" 14 euro al mese) potrebbero essere distribuiti favorendo soprattutto le famiglie con più figli e a reddito più basso. Ulteriori fondi potranno arrivare nei prossimi anni da un «radicale e complessivo processo di revisione della spesa pubblica». Con la nomina del commissario alla spending review, che presenterà il suo piano entro metà novembre, «il lavoro avviato dal precedente governo verrà ampliato e reso sistematico».Casa. Un altro aspetto critico della manovra riguarda l’impatto sulle famiglie della nuova imposta sugli immobili. La Tasi, la componente che finanzia i servizi comunali indivisibili, non contiene un sistema di detrazioni che garantiscano la progressività del prelievo, come accadeva con l’Imu. Per questo Saccomanni non esclude che «si debba tornare alle detrazioni». La service tax non sarà comunque una stangata aggiuntiva. Il gettito della nuova Tasi vale un miliardo in meno della vecchia Imu prima casa più la Tares, ha sottolineato il ministro, inoltre per i Comuni sono previsti limiti all’aumento del prelievo.
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