martedì 10 settembre 2019
La risposta a una domanda della senatrice Binetti sull'imminente sentenza della Consulta sul suicidio assistito: si parla di un presunto diritto alla morte, raccomando di rafforzare cure palliative
Il presidente del Consiglio Conte in Senato (Ansa)

Il presidente del Consiglio Conte in Senato (Ansa)

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È la senatrice Paola Binetti dell’Udc a chiedere al premier Conte di esprimersi sul tema che di qui a qualche giorno scalderà il clima in Parlamento: la sentenza della Consulta, attesa il 24 settembre, sul caso "Cappato-dj Fabo". Un verdetto che potrebbe dichiararare parzialmente incostituzionale l’articolo 580 del Codice penale che punisce l’aiuto al suicidio, indicando come vulnus l’assenza di specifiche attenuanti per casi particolari.

Conte, da giurista, non si sottrae. Il tema, dice, non è nel programma di governo «per mia precisa volontà» perché «non va politicizzato». Ciò non gli impedisce di esprimere un giudizio: «Sono in gioco i diritti fondamentali della persona. Innanzitutto c’è il diritto alla vita, che è fondamentale presidio giuridico di tutela per ogni essere umano. Anzi, direi che è quel diritto da cui si irradiano poi tutte le manifestazioni della personalità che andiamo a tutelare successivamente. Ci si interroga poi sulla presunta esistenza di un diritto alla morte, sul ruolo che può avere un terzo, pur qualificato, quale può essere un medico, sollecitato a offrire, eventualmente, una risposta alla richiesta di intervento che viene da un paziente».

Con l’aggettivo "presunto" Conte si mostra molto scettico sull’esistenza di un «diritto alla morte». Piuttosto, il premier dà una «raccomandazione» al Parlamento: «Sarebbe opportuno incentivare il ricorso alle cure palliative e lavorare per rafforzare la formazione bioetica degli operatori sanitari». Il premier sembra voler allontanare "derive eutanasiche". E siccome la pronuncia della Corte avrebbe un «raggio d’azione limitato», sprona le Camere a trovare «rapidamente» una «ampia condivisione» per «comporre il dissidio tra il principio di tutela della vita e il principio di autodeterminazione, che per qualcuno affonda nella tutela della dignità della persona». Motivo per cui Quagliariello (Idea) chiede alla Consulta di dare «più tempo» alle Camere.

Mercoledì intanto si svolge l’incontro organizzato dalle associazioni cattoliche, cui interviene il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti.

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