lunedì 27 aprile 2020
Prima a Milano, poi a Bergamo e Brescia.Infine sarà nel Lodigiano. Incontri anche con i rappresentanti del mondo economico.
Il premier Conte con il governatore lombardo Fontana in prefettura a Milano

Il premier Conte con il governatore lombardo Fontana in prefettura a Milano - Lapresse

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La sua presenza nella fase più critica dell'emergenza «avrebbe creato intralcio» e per questo il premier Giuseppe Conte ha aspettato poco più di due mesi dall'inizio dell'epidemia per la sua prima visita in Lombardia, dove tutto è cominciato e dove il coronavirus ha la metà delle vittime di tutta Italia.

Atterrato nel tardo pomeriggio a Linate, Conte ha cominciato la sua visita da Milano, ma tocca anche le altre province più colpite, Bergamo e Brescia,annunciando - a sorpresa - tappe anche anche a Lodi e Codogno. «Non sono venuto nella fase più critica perché l'apporto del presidente del Consiglio forse avrebbe anche creato intralcio», ha detto nel cortile della prefettura milanese rispondendo alle domande dei giornalisti.

«Ritornerò, ritornerò presto, c'è sempre una situazione di grande emergenza ma è una fase in cui forse do anche meno intralcio e meno fastidio agli operatori, ai responsabili che stanno operando in questa emergenza», ha aggiunto.

In Corso Monforte ad attenderlo il presidente della Regione Attilio Fontana, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, i rappresentanti del mondo delle imprese, il presidente designato di Confindustria Carlo Bonomi e il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che poi ha incontrato separatamente, per circa un quarto d'ora ciascuno.

È stata l'occasione per fare il punto sulle misure contenute nell'ultimo Dpcm, con le richieste per far ripartire alcuni settori economici, a partire dal commercio, "per i quali aspettare così tanto tempo rischia creare dei problemi notevoli", come ha detto Fontana, ma non solo.

Nelle Rsa lombarde, a partire dal Pio Albergo Trivulzio di Milano, sono morte centinaia di persone e "se non è certamente il momento in cui si fanno i conti, una riflessione la meriterà", come ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, sottolineando che"il punto è dire ai parenti quando la situazione sarà sotto controllo e non lo è ancora".

Fontana, ha consegnato al premier un report dei lavori del Patto per lo Sviluppo, il Tavolo istituzionale di confronto e dialogo con tutti i principali stakeholder del sistema lombardo. Tre i temi trattati nel documento relativo alla Fase 2: sostegno alle famiglie, sostegno alle imprese e trasporto pubblico locale: "Conte ci ha dato l'assicurazione che si occuperà, controllerà e guarderà queste problematiche e cercheremo di risentirci nei prossimi giorni per trovare una soluzione che possa essere condivisa", ha detto il presidente della Lombardia.

Finito l'incontro milanese, Conte si è spostato a Bergamo e a Brescia, le altre due città lombarde che contano più di 10mila contagiati ciascuna.

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