lunedì 21 gennaio 2013
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Da dove partire. Dove andare. La poitica che serve. Sono i tre punti con i quali, in vista della scadenza elettorale del 24 e 25 febbraio, la Compagnia delle Opere propone un documento per chiedere alle forze politiche in campo «sincerità, trasparenza e sostenibilità nelle proposte». «Siamo consapevoli della gravità del momento e per questo invitiamo tutti ad un confronto sincero e costruttivo, fondato su proposte sostenibili, rispettose della singola persona, dei sacrifici fatti da famiglie e imprese e del ruolo dell’Italia in Europa», commenta il presidente Bernhard Scholz. Per il quale «la politica deve cercare di creare le condizioni più favorevoli per valorizzare il bene presente nel Paese, per evitare che si cada nella ribellione o nella rassegnazione».Ecco perchè il secondo punto illustra il criterio con cui l’associazione valuterà le proposte programmatiche delle forze politiche. «Esso riguarda la volontà e capacità di incidere con spirito innovatore nei tre grandi capitoli in cui si gioca il futuro del Paese: l’educazione alla libertà e alla responsabilità, un’imprenditorialità aperta al mondo e una solidarietà sussidiaria». Le proposte e le priorità di Compagnia delle Opere riguardano, tra l’altro: la politica per la famiglia e la riforma complessiva del sistema scolastico; la semplificazione burocratica e l’abbassamento reale del carico fiscale per le imprese; la riduzione sostanziale della spesa pubblica; il superamento dello scandalo del debito della pubblica amministrazione; il superamento della dicotomia pubblico-privato per permettere alle realtà del terzo settore di concorrere al bene comune. Il terzo punto - La politica che serve - precisa il senso del dialogo di Compagnia delle Opere con le forze politiche: l’associazione incoraggia chi decide di assumersi una responsabilità politica per dare al nostro Paese una prospettiva nuova ma non partecipa a una militanza partitica e segue con interesse il tentativo di chi si assume tale responsabilità nelle varie forze politiche. A questo proposito il presidente Scholz aggiunge: «Le logiche di potere personale o partitico, le scelte prese al di fuori di un dialogo costruttivo con l’Unione Europea non possono rispondere alle sfide che ci attendono. Il nuovo Parlamento dovrà vedere la convergenza di uomini e donne di ogni schieramento per emarginare le vecchie forme di corporativismo e di clientelismo e abolire improprie sovrapposizioni tra partiti e istituzioni». Nell’ultimo anno – prosegue la nota Cdo – la politica italiana ha intrapreso una strada caratterizzata da serietà e credibilità internazionale, ottenute soprattutto attraverso il controllo dei conti pubblici e il tentativo di sburocratizzazione e snellimento della pubblica amministrazione. Il prossimo governo dovrà proseguire su questa strada, improntandola alla crescita. L’Italia – conclude la nota – «è forte di una cultura basata sulla persona, di una trama sociale che ha come prima risorsa la famiglia e di una creatività e intraprendenza che hanno stupito il mondo. Da questi cardini può ripartire, traendo nuovo vigore dalla tradizione cristiana dell’Europa. L’invito a tutti è perciò di non venir meno al diritto-dovere del voto, esprimendo con libertà e coscienza la propria preferenza».
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