venerdì 13 dicembre 2019
La giovane attivista svedese sarà in piazza Castello insieme ai Fridays for future. Cop 25, negoziati ancora in alto mare
Greta Thunberg oggi a Torino con i giovani
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Ci sarà anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino, tra i giovani di Fridays For Future che oggi, venerdì, ascolteranno Greta Thumberg. "Siamo molto molto onorati di ospitarla nella nostra città, c'è grande emozione da parte di tutti e sicuramente sarò in piazza ad ascoltarla, seduta tra i ragazzi", annuncia la prima cittadina.

Il programma della visita sotto la Mole dell'attivista svedese non è ancora stato definito. Per il momento si sa soltanto che interverrà alle 15 alla riunione in piazza Castello di Fridays For Future. "Invito tutti a partecipare, le sue parole saranno certamente importanti - afferma la prima cittadina - saremo tutti lì allo stesso modo, senza differenze tra istituzioni e altri, per ascoltarla".

Torino è la città più inquinata d'Italia. Non è un segreto. Probabilmente è stata una delle sue immagini che sono circolate in rete ad attrarla. "Greta ha twittato diverse nostre foto nel corso degli scioperi globali che abbiamo fatto nei mesi scorsi - conferma Tommaso, 23 anni, studente universitario romano, fuori sede a Torino - e sappiamo che ci ha seguito molto sui social".

"A quanto ho letto - aggiunge Appendino - è stata colpita dalle immagini della Città, purtroppo una delle più inquinate. La sua presenza vuole forse essere un segnale di attenzione rispetto al fatto che città e territori come il nostro devono mettere molto di più al centro il tema dell'ambiente. Forse - conclude - da parte sua è anche un richiamo, anzi io stessa mi metto in gioco rispetto
alle nostre responsabilità".

Rush finale alla Cop25, ma negoziati in alto mare

Alla vigilia della chiusura della Cop25 a Madrid, i negoziati sembrano ancora in alto mare. Dopo dieci giorni di lavori, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ha in sospeso alcune questioni che richiedono impegni concreti soprattutto da parte dei Paesi più ricchi sia nella riduzione dei gas serra sia nei finanziamenti ai Paesi vulnerabili, colpiti dalle conseguenze
del riscaldamento globale, come alluvioni, siccità o incendi.

Tre le questioni importanti ancora da definire. Il primo riguarda l'aumento degli impegni nazionali sottoscritti nel 2015 a Parigi per il taglio di gas serra (Ndc) che siano in linea con l'innalzamento medio della temperatura globale di 1,5 gradi centigradi entro il 2100 rispetto al periodo preindustriale. Ci sono già 73 Paesi che hanno definito l'aumento degli impegni o l'intenzione di rafforzarli, altri 11 hanno avviato il processo e l'Italia non compare nella lista. Il secondo dossier riguarda l'articolo 6 dell'accordo di Parigi sulla regolazione del mercato globale del carbonio e il terzo è sugli aiuti per i "loss and damage", ovvero per le perdite e i danni subiti dai Paesi vulnerabili.

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