mercoledì 17 novembre 2010
Al Cern di Ginevra, in una macchina grande come uno scaldabagno, sono intrappolati i primi atomi di antimateria creati in laboratorio. Non era mai accaduto finora di poter studiare direttamente la materia che ha caratteristiche opposte a quelle della materia ordinaria, come se la riflettesse in uno specchio. Il risultato, ottenuto nell'esperimento internazionale Alpha, è pubblicato su Nature.
COMMENTA E CONDIVIDI
Al Cern di Ginevra, in una macchina grande come uno scaldabagno, sono intrappolati i primi atomi di antimateria creati in laboratorio. Non era mai accaduto finora di poter studiare direttamente la materia che ha caratteristiche opposte a quelle della materia ordinaria, come se la riflettesse in uno specchio. Il risultato, ottenuto nell'esperimento internazionale Alpha, è pubblicato su Nature."È una soddisfazione guardare all'apparecchiatura Alpha e sapere che contiene atomi stabili e neutri di antimateria", ha osservato il coordinatore della ricerca, Jeffrey Hangst, dell'università danese di Aarhus. Per il direttore generale del Cern, Rolf Heuer, "è un passo in avanti significativo nella ricerca sull'antimateria".Ci sono voluti anni di ricerche e apparecchiature gigantesche, ma alla fine si è ottenuto qualcosa che è ai limiti della fantascienza. Oggi 38 atomi di anti-idrogeno che sfrecciano velocissimi, al ritmo di centinaia di metri al secondo, sono stati rallentati con temperature bassissime e imprigionati in una trappola magnetica per quasi due decimi di secondo. Si trovano nel vuoto e non possono sfiorare le pareti della loro "gabbia": se questo accadesse sarebbe un guaio perché se antimateria e materia entrassero in contatto si annullerebbero a vicenda in una gigantesca esplosione. "Tenere fermi nella macchina gli atomi di anti-idrogeno è come giocare a ping-pong senza toccare la pallina con le racchette", spiega il fisico Roberto Battiston, dell'università di Perugia e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), responsabile dell'esperimento Ams (Antimatter Spectrometer), che a partire dal prossimo anno l'antimateria andrà a cercarla tra le stelle, agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale.Avere imprigionato i primi atomi di antimateria è un passo verso la possibilità di districare uno dei più grandi misteri della fisica contemporanea: diventa cioè possibile capire perchè al momento del Big Bang, quando materia e antimateria erano presenti nelle stesse quantità, in una simmetria perfetta, la materia ha avuto la meglio mentre l'antimateria è scomparsa.Da oggi al Cern si lavorerà per catturare un numero sempre maggiore di atomi di anti-idrogeno e per intrappolarli sempre più a lungo: "diventa possibile andare a esplorare la parte più sensibile della fisica moderna, quella relativa alla rottura della simmetria", ha osservato Andrea Vacchi, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). "Potremo capire - ha aggiunto - perché, nonostante il Big bang abbia prodotto materia e antimateria, ora vediamo solo la materia".
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: