martedì 2 giugno 2020
"Italia che non si arrende": l'opposizione contro il governo, polemiche a Roma per il mancato rispetto delle distanze di sicurezza
La manifestazione del centrodestra a Roma, con Salvini, Meloni e Tajani

La manifestazione del centrodestra a Roma, con Salvini, Meloni e Tajani - Lapresse

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Il centrodestra torna in piazza, si accalca, tra le polemiche, nel centro di Roma, rompendo il clima di unità nazionale auspicato dal Capo dello Stato. Se il premier Giuseppe Conte, sulla scia del messaggio del Colle, chiede di rendere omaggio al 2 giugno unendo le forze per la ripartenza, l'opposizione respinge al mittente ogni appello, attribuendo al premier le responsabilità di una situazione incerta. Intanto è bufera sugli attacchi al Colle dai gilet arancioni e soprattutto per gli insulti, sia pur isolati, registrati ai margini della manifestazione del centrodestra. Attacchi da cui Giorgia Meloni e Matteo Salvini prendono radicalmente le distanze: "Apprendo degli insulti vergognosi rivolti da un manifestante al Presidente della Repubblica. Parole offensive che FdI - sottolinea Meloni - condanna senza se e senza ma, che non condividiamo in nessun modo e dalle quali prendiamo fermamente le distanze". Netto anche il leader leghista: "Chi ha offeso il presidente Mattarella, e con lui tutte le vittime di mafia, si deve solo vergognare, non rappresenta l'Italia e gli italiani".

Ma è polemica anche sulla folla incontrollata di via del Corso. Quella che doveva essere una iniziativa simbolica del centrodestra, una semplice prova generale della manifestazione di massa del 4 luglio, è diventata un mini corteo nel cuore della Capitale, con slogan, servizio d'ordine, attacchi a Conte e soprattutto tanta, tantissima calca. Il programma della vigilia prevedeva un rapido flash mob, non più di mezz'ora, con i tre leader davanti al lungo tricolore di 500 metri e appena 300 presenti, 100 persone per ogni forza politica, con le bandiere in mano, ben distanziati. Le cose, invece, sono andate in maniera molto diversa. Matteo Salvini scendendo dal Pincio dopo una diretta Tv, ha attraversato la piazza, concedendosi ai selfie dei suoi sostenitori, mentre Meloni e Tajani lo aspettavano in testa al tricolore. Quindi, in centinaia hanno continuato a seguire i loro leader, con i cellulari in mano per fare le dirette su Facebook, schiacciati uno contro l'altro, lungo Via del Corso, in palese violazione di ogni regola sul distanziamento. Immagini che hanno fatto il giro del web, facendo scoppiare la bufera, alimentata anche da un video che ha registrato alcuni saluti romani e uno scambio di battute tra due militanti, in cui uno insulta Mattarella dicendo che "la mafia ha ucciso il fratello sbagliato".

La Lega, al netto degli insulti al Colle (immediatamente censurati dai leader), fa sapere che la giornata è stata un successo, bollando come ridicola la polemica sulla folla. Anche Giorgia Meloni ricorda che "anche le manifestazioni del 25 aprile non erano in sicurezza".

Durissima invece la reazione della maggioranza. "Questa manifestazione - attacca Anna Macina (M5s) - è un'offesa alla Repubblica e a tutti gli italiani che sulla propria pelle hanno subito le conseguenze della pandemia". "Insulti al presidente della Repubblica - attacca Vito Crimi (M5s) - offese al premier, assembramenti, saluti fascisti. Non era facile, ma sono riusciti a macchiare questo 2 giugno così delicato". Offese che il presidente della Camera definisce "inaccettabili".

Quanto al segretario leghista e Giorgia Meloni, battono su Conte. "Se vuole lavorare seriamente dal dl rilancio - osserva la leader di FdI - va espunto tutto ciò che non ha a che fare con il rilancio della nazione: le marchette, i bonus inutili, i consigli di amministrazione, le consulenze d'oro". Anche il segretario leghista, chiede all'esecutivo di cambiare atteggiamento: "A parole ci ascoltano da mesi, nei fatti non hanno accolto nemmeno una delle nostre proposte, nonostante il centrodestra governi nella maggioranza delle regioni e rappresenti la maggioranza degli italiani".

La manifestazione del centrodestra a piazza Duomo di Milano

La manifestazione del centrodestra a piazza Duomo di Milano - Lapresse

Anche a Milano il centrodestra si è radunato in piazza Duomo per contestare il governo e chiedere di "ripartire insieme", come recita il titolo della manifestazione promossa da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Circa mille le persone che si sono radunate in piazza Duomo con il dovuto distanziamento, una piazza a numero chiuso per le misure anti Covid che urla "dimissioni, dimissioni" rivolta al governo. Al centro di piazza Duomo ci sono grandi strisce tricolore e tutti i manifestanti hanno bandierine, coccarde, bandiere con il tricolore. I manifestanti mostrano cartelli con le richieste per la ripartenza: "Il tempo è scaduto è l'ora dei fatti", "pace fiscale stop alle cartelle", "Aiuti veri per commercianti, artigiani e partite Iva".

In piazza Duomo è stato dedicato un minuto di silenzio alle vittime lombarde del Covid.

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