mercoledì 11 luglio 2018
La parte secentesca di palazzo Visconti a Brignano, dove si racconta abbia abitato Bernardino Visconti dell’omonima storica famiglia, sarà venduta per 35 milioni di euro
Il castello dell'Innominato

Il castello dell'Innominato

Il castello (vero) dell’Innominato, di manzoniana memoria, ovvero la parte secentesca di Palazzo Visconti di Brignano Gera d’Adda (Bergamo) – quella privata, nota come Palazzo Nuovo, da distinguere da quella di proprietà comunale, chiamata Palazzo Vecchio e risalente al 1500 – diventerà un resort a cinque stelle con 90 suite di lusso. Sarà venduto per una cifra che si aggirerebbe sui 35 milioni di euro ad un facoltoso cittadino straniero che per effettuarne l’acquisto e la trasformazione ha costituito un’apposita società. L’annuncio è stato dato dall’attuale proprietà, la Rea Dalmine, durante la presentazione della Giornata di visite guidate al Palazzo.

La cessione – dove si racconta abbia abitato l’Innominato, ovvero Bernardino Visconti della omonima storica famiglia milanese – sarebbe ormai definita al 98%, hanno detto i proprietari, precisando che la vendita, ormai a un passo, verrebbe formalizzata entro fine anno. Palazzo Nuovo è uno straordinario esempio di architettura di alto profilo, ricco di una speciale bellezza.

L’acquirente è dunque un «magnate straniero» (non ne è stata comunicata la nazionalità) «innamorato dell’antico maniero»; non sarebbe nemmeno un privato già impegnato nel settore alberghiero. Simona Grossi, a nome della proprietà, nel riferire dell’acquirente, ha aggiunto: «Visto l’investimento che si sta apprestando a fare, sa sicuramente ciò che sta facendo». Quando la vendita sarà conclusa inizieranno i lavori di trasformazione di Palazzo Nuovo, che si ritiene dureranno tre anni.

Il consiglio comunale di Brignano aveva approvato nell’ottobre scorso un atto di indirizzo con la disponibilità a trasformare l’attuale destinazione di Palazzo Nuovo da residenziale a ricettivo-alberghiera. Il Comune ne trarrebbe giovamento: potrebbe incassare, fra oneri e standard urbanistici, due milioni.

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