giovedì 25 febbraio 2010
La Corte di Cassazione ha annullato per intervenuta prescrizione la condanna dell'avvocato britannico David Mills a quattro anni e mezzo per corruzione giudiziaria, che gli era stata inflitta in primo e secondo grado a Milano nel processo in cui era accusato di aver ricevuto del denaro per conto del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per testimonianza reticente in due processi.
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La Corte di Cassazione ha annullato stasera per intervenuta prescrizione la condanna dell'avvocato britannico David Mills a quattro anni e mezzo per corruzione giudiziaria, che gli era stata inflitta in primo e secondo grado a Milano nel processo in cui era accusato di aver ricevuto del denaro per conto del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per testimonianza reticente in due processi.Ci si attende che il verdetto emesso stasera dalla Suprema Corte convocata a sezioni unite avrà un impatto diretto, accorciandone i tempi di prescrizione, sul processo "gemello" in cui il premier è imputato in primo grado a Milano, che riprenderà dopodomani."È andata bene - ha detto il difensore di Mills, l'avvocato Alessio Lanzi, subito dopo la lettura del dispositivo da parte del presidente Torquato Gemelli - perché venivamo da una sentenza di condanna per una pena non trascurabile".Le sezioni unite, in un sintetico foglietto distribuito dopo la lettura del dispositivo, rispondendo alla questione di diritto avanzata dalla difesa hanno scritto che la qualificazione del reato è corruzione giudiziaria. Quindi a motivare la dichiarazione di intervenuta prescrizione pare essere la retrodatazione della consumazione del reato all'11 novembre 1999, come chiesto oggi dal procuratore generale, anziché al 29 febbraio 2000 come assunto dai giudici milanesi."Al 90% è come ha detto il procuratore generale", ha detto l'avvocato Lanzi a una domanda sulle possibili motivazioni della sentenza della Suprema Corte, facendo riferimento all'intervento del Pg che a sorpresa oggi aveva chiesto l'annullamento per prescrizione.Con la dichiarazione di intervenuta prescrizione per la retrodatazione di oltre tre mesi del reato -- lo stesso per Mills e Berlusconi, l'uno nella veste di presunto corrotto, l'altro in quella di presunto corruttore -- la conseguenza per il procedimento a carico del premier è che la prescrizione nel suo caso scatterà fra circa 12 mesi, considerando il periodo in cui il suo processo è stato "congelato" (con interruzione della maturazione dei tempi di prescrizione) per effetto del Lodo Alfano.Non abbastanza perché già nella prossima udienza possa venir dichiarata la "morte", ma abbastanza per la certezza di non poter arrivare alla fine di tre gradi di giudizio.Tornando alla sentenza della Cassazione, i supremi giudici stasera hanno confermato che Mills dovrà pagare il risarcimento di 250.000 euro riconosciuto dai giudici milanesi alla Presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile. La prescrizione, aveva detto oggi in aula il Procuratore generale, non può avere gli stessi effetti di una assoluzione per quanto riguarda la responsabilità risarcitoria dell'imputato.
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