Ecoreati. Caserta, la discarica illegale più grande d’Europa


Valeria Chianese martedì 16 giugno 2015
Interessati 25 ettari nell’area di Calvi Risorta. Gli interramenti sono iniziati almeno 30 anni fa. DOSSIER
IL DIRETTORE RISPONDE La lettera di don Patriciello: lo scempio e le promesse che ci danno forza
È probabilmente la discarica, illegale, sotterranea – o meglio, sotterrata – più grande d’Europa quella che gli scavi del Genio Militare stanno scoprendo nell’area ex Pozzi Ginori a Calvi Risorta, nell’Alto Casertano. «Ha un’estensione di circa 25 ettari e un volume di 2 milioni di metri cubi di rifiuti» conferma il Comandante Regionale del Corpo Forestale Sergio Costa che ieri mattina ha effettuato un sopralluogo nell’area in cui da una settimana sono in corso gli scavi coordinati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. L’indagine della Forestale è partita un anno fa dopo un video di due giornalisti del luogo. Al momento il reato ipotizzato è di disastro ambientale e sono oltre dieci le persone, in particolare proprietari dei terreni, iscritte nel registro degli indagati.Sul posto ieri anche don Maurizio Patriciello, ancora una volta testimone dello scandaloso e funesto rituale, compiuto da imprenditori disonesti e probabilmente collusi con la camorra, di sotterrare rifiuti tossici come economico modo per eliminarli. «È una bomba ecologica, uno scempio, per questo la gente continua a morire di tumore e non solo nella Terra dei fuochi, anche qui, dove non ci aspettavamo di trovare una situazione del genere» le parole piene di rabbia e di dolore del sacerdote, parroco a Caivano, epicentro del disastro causato dai rifiuti pericolosi.Più cauto il consulente dei pm, Andrea Buondonno, docente di Pedologia (la scienza che studia la composizione, la genesi e le modificazioni del suolo) della Sun, a Calvi per raccogliere campioni di terreno e di scorie: «Si tratta di rifiuti industriali, quindi speciali, sulla cui pericolosità potremo esprimerci dopo le analisi. Se non dovessero risultare pericolosi si potrebbero però interrare nuovamente». Per niente soddisfatto don Patriciello: «Ogni giorno si muore e voi ancora negate l’evidenza» ha replicato amaramente. E ricorda che «se non fosse stato per i cittadini che si sono ribellati non avremmo avuto le leggi sulla Terra dei fuochi e sui reati ambientali, visto che gli industriali sono contrari, penso a Squinzi, che ha parlato di normativa anti-storica».Il direttore operativo del Consorzio Polieco (Consorzio per il riciclaggio dei rifiuti di beni a base di polietilene, ndr) Claudia Salvestrini precisa: «A Calvi Risorta il disastro è stato provocato non dalla camorra, ma da imprenditori esperti nell’interrare rifiuti, che hanno coperto i vari strati di rifiuti con strati di terra in modo da evitare emissioni gassose che sarebbero state visibili. Gli interramenti, iniziati circa 30 anni fa, sono continuati almeno fino al 2002-2003».Dal materiale riportato alla luce si potrebbe risalire alle aziende che avrebbero interrato illecitamente i rifiuti. Sono emersi fusti di solventi, vernici, tracce di idrocarburi, plastica industriale, buste con Pvc mentre il terreno presenta colorazioni di rosso, azzurro, grigio.
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