sabato 18 novembre 2017
I vandali hanno distrutto banchi, imbrattato i muri, svuotato gli estintori ma non hanno rubato nulla. Tra le ipotesi degli investigatori una sorta di "prova di coraggio" o di "rito di iniziazione"
Foto d'archivio

Foto d'archivio

Tre scuole vandalizzate nello stesso giorno, giovedì scorso, nello stesso paese, in zone centrali e molto frequentate, e nella prime ore della sera quando c'è tanta gente in giro. Un fatto inquietante e preoccupante. Soprattutto perché quel paese è Casal di Principe, uno dei luoghi simbolo del potere camorrista, ma anche della resistenza e della rinascita anticamorra. Oltretutto i tre episodi, evidentemente collegati, sono avvenuti mentre era in corso, nel "teatro della legalità", costruito su un bene confiscato, un dibattito organizzato da Avviso pubblico nell'ambito della propria assemblea nazionale. Tanti sindaci e assessori di tutta l'Italia impegnati sul fronte della legalità, ad ascoltare gli interventi del procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, e del prefetto Domenico Cuttaia, Commissario straordinario di governo su iniziative antiracket e antiusura.

Solo una coincidenza?

Certo è strano che i tre atti vandalici siano stati organizzati e realizzati in un paese ancor più sorvegliato proprio per la presenza di personaggi "sensibili". Ad essere colpiti sono stati i tre plessi scolastici dell'istituto comprensivo Don Peppe Diana in via Cavour, corso Dante e via De Amicis. Vicino al cimitero dove è sepolto il parroco ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994, al quale la scuola è intitolata.

I vandali hanno distrutto banchi, imbrattato i muri con vernice spray, svuotato gli estintori, rotto finestre e porte. Ma non hanno portato via nulla. E lo hanno fatto tra le 19 e le 20. Evidentemente sicuri dell'impunità malgrado tante persone per strada. "Azioni assolutamente da non sottovalutare, come tutto quello che riguarda le scuole", ci assicura il giovane capitano Simone Calabrò, comandante della compagnia dei carabinieri di Casal di Principe. "Un episodio che sembra organizzato - commenta il sindaco Renato Natale, vicepresidente di Avviso pubblico e protagonista della resistenza ai clan -, sicuramente serio".

Tra le ipotesi una sorta di "prova di coraggio" o di "rito di iniziazione". Comunque un segnale che la guardia va tenuta sempre alta. "Le scuole sono state regolarmente aperte grazie all'impegno del personale scolastico e dei dipendenti comunali", ci tiene a sottolineare il sindaco annunciando che "nelle prossime settimane, in modo molto discreto, organizzeremo un momento di incontro con le scuole e gli altri soggetti educativi per cercare di capire se c'è qualcosa che possiamo e dobbiamo fare in tema di formazione. Non vogliamo prendere sotto gamba quanto è successo. Se lo lasciamo passare oggi, domani potremo trovare di peggio".

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: