mercoledì 20 novembre 2013
​La ricerca della Caritas sui 7mila minorenni che frequentano i 267 doposcuola della diocesi evidenzia un legame stretto tra disagio scolastico e quello delle famiglie. Il direttore Davanzo: "Situazione allarmante, la crisi impoverisce le famiglie e depaupera anche il futuro dei figli". (Cinzia Arena)
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La crisi economica ha effetti collaterali anche sugli studenti: molti dei bambini che chiedono un aiuto nello studio provengono da famiglie che stanno affrontando gravi difficoltà per la perdita del lavoro. Lo rivela un’indagine realizzata dalla Caritas Ambrosiana tra i settemila bambini e ragazzi che frequentano i 267 doposcuola parrocchiali della diocesi di Milano dal titolo «Ragazzi, famiglie e bisogni emergenti». Un bambino su quattro seguito dal servizio offerto dalle parrocchie proviene da una famiglia che si è rivolta ai centri di ascolto della Caritas per problemi economici e di lavoro, quasi un bambino su due (il 47%) ha uno dei due genitori che nell’ultimo anno ha perso il lavoro o ha gravi difficoltà economiche. Elevata la presenza di alunni stranieri: sono il 48% degli utenti a fronte di una percentuale di iscritti nelle scuole lombarde che si attesta al 13% (anno scolastico 2011-2012). Elevata anche la presenza di studenti con difficoltà di apprendimento riconosciute (12%). Tra le materie più ostiche al primo posto per gli stranieri c’è l’italiano, per i bambini italiani invece la matematica.«I dati della ricerca evidenziano che c’è una forte connessione tra il disagio scolastico e quello delle famiglie – commenta il direttore di Caritas Ambrosiana don Roberto Davanzo –. Siamo di fronte ad una situazione allarmante, la crisi si sta avvitando su se stessa, impoverendo le famiglie e creando le condizioni perché domani siano più vulnerabili anche i loro figli. Serve una risposta istituzionale, la scuola non può essere lasciata da sola ad affrontare questi problemi».
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