martedì 17 marzo 2015
​Presentato il rapporto Antigone: diminuiscono gli stranieri, tra i detenuti anche 14 jihadisti. Ancora 761 pazienti negli ospedali psichiatrici.
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I d​etenuti nelle carceri italiane sono diminuiti ma non è ancora stato risolto il problema del sovraffollamento. Lo sottolinea l'associazione Antigone nel suo rapporto annuale sulle condizioni di detenzione, intitolato quest'anno "Oltre i tre metri quadri". Nel documento, presentato questa mattina a Roma, si legge che i detenuti presenti al 28 febbraio 2015 erano 53.982. Al 31 dicembre 2013 erano invece 62.536. A oggi sono dunque 8.554 in meno rispetto a fine 2013. Questo calo, sottolinea Antigone, non è tuttavia servito a risolvere completamente il problema del sovraffollamento: i posti regolamentari in tutte le carceri del Paese sono infatti 49.943 secondo il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap). Il tasso di affollamento si aggira quindi intorno al 100,8%, ovvero 108 detenuti ogni 100 posti letto. Gli scostamenti temporanei accertati - continua il rapporto di Antigone - sono quantificabili intorno alle 4.200 unità. Se così fosse il tasso di affollamento salirebbe al 118%. Stranieri detenuti in calo. La percentuale di stranieri nelle carceri italiane è del 32% ovvero 11 punti in più rispetto al dato europeo. Non sono giustificati quindi gli eccessivi allarmismi e le conseguenti spinte xenofobe che sono presenti in molti Paesi Ue. Tra il 1998 e il 2000 la percentuale di stranieri detenuti toccò la soglia del 30%, spiega il documento, e da quel momento in poi tale soglia non scese più. In pochi anni - sottolinea Antigone - la loro presenza in carcere è dunque diminuita percentualmente di ben 5 punti. Gli immigrati sono puniti per reati meno gravi rispetto agli italiani. Da ottobre 2014 - osserva tuttavia l'associazione - sono rinate nuove campagne contro gli immigrati che potrebbero riportare a un aumento generale della popolazione reclusa, soprattutto straniera. Per quanto riguarda le donne, le detenute straniere sono 867, ossia il 4,9% sul totale degli stranieri detenuti e il 4,3% sul totale delle detenute. Il rapporto specifica inoltre che al 31 dicembre 2014 i detenuti di fede islamica erano 5.786 a fronte di 30.794 di fede cattolica sui 53.623 detenuti complessivi.Antigone sottolinea anche che "la popolazione detenuta è prevalentemente giovane con 4.100 detenuti che hanno meno di 25 anni ovvero sono ancora giovani adulti. La grande maggioranza della popolazione detenuta - si legge ancora nel rapporto - ha meno di 44 anni (66,24%) e quasi la metà si colloca nella fascia compresa tra i 30 e i 44 anni (45,78%). 14 jihadisti. Sarebbero 14 i detenuti accusati o condannati per terrorismo internazionale jihadista. Il dato è riportato nel dossier presentato oggi a Roma. Sono invece 725 i detenuti sottoposti al 41 bis, di questi 8 sono le donne e solo uno è straniero. Tra i detenuti al regime del carcere duro, 210 sono membri di cosa nostra, 294 quelli della camorra, 135 quelli della 'ndrangheta, 22 della sacra corona unita, tre detenuti ritenuti esponenti di associazioni di tipo terroristico. Oltre a questi 9.113 detenuti sono reclusi nel regime di alta sicurezza, e 523 sono i collaboratori di giustizia protetti nelle carceri nonché 129 congiunti di collaboratori. Ospedali psichiatrici in chiusura C'è stato un drastico calo delle presenze all'interno dei sei Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari. Si è infatti passati dalle oltre 1.200 persone internate nel 2012, alle 847 di maggio 2014 fino alle 761 del 30 novembre 2014, ma continuano "gli ingressi, la media di ricoveri è di 77 a trimestre, praticamente un paziente al giorno, sintomatico di un certo schema interpretativo della magistratura che continua a ritenere l'Opg un'opzione praticabile". Lo segnala Antigone nel suo rapporto annuale, ricordando che il 31 marzo per legge questa strutture dovranno essere chiuse.
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