mercoledì 9 ottobre 2013
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I giocattoli nascono in carcere. Per la precisione nella falegnameria gestita dalla cooperativa «Estia» all’interno del carcere di Bollate: dieci detenuti-falegnami daranno vita a Vivawood, un nuovo brand di giochi, giocattoli, arredi, oggetti e complementi d’arredo in legno dedicati al mondo dell’infanzia. Ad affiancare gli artigiani della cooperativa Estia, un gruppo di giovani designer del Politecnico di Milano, che lavoreranno fianco a fianco con i detenuti per perfezionare i singoli progetti. Un’esperienza da raccontare, un segno di speranza da raccogliere, nel giorno in cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con un messaggio alle Camere, invita il Parlamento – anche valutando il ricorso all’amnistia e all’indulto – ad affrontare il dramma del sovraffollamento carcerario che è costato all’Italia una condanna della Corte europea per i diritti dell’uomo. «I primi prototipi verranno ufficialmente presentati al pubblico in occasione della fiera G come giocare, che si svolgerà dal 22 al 24 novembre», spiega Paolo Taverna, direttore di Assogiocattoli. E l’obiettivo è quello di essere pronti per la vendita in vista del Natale. «Punteremo sulla vendita online e sui temporary shop per presentare i nostri prodotti», spiega Michelina Capato Sartore, presidente della cooperativa Estia. Tanti gli attori coinvolti in questo progetto. Oltre alla direzione del carcere, all’Amministrazione penitenziaria, ad Estia e ad Assogiocattoli sono scesi in campo i giovani creativi del Corso di alta formazione Design del giocattolo del Politecnico. «I nostri diplomati ed ex diplomati sono stati entusiasti all’idea di partecipare a questo percorso», sottolinea Francesco Zurlo, docente del Politecnico. Sono stati loro a progettare i primi giocattoli e i primi complementi d’arredo che usciranno dalla falegnameria di Estia con il marchio VivaWood. Tra gli altri «Modo», un dondolo modulare che si trasforma in bicicletta senza pedali per accompagnare i bambini nelle diverse fasi dello sviluppo. E che, a «fine vita» si trasforma in una seduta ergonomica per mamma e papà. Ci saranno poi «MultiDrive» (automobiline e camion componibili), la pista per automobili componibile «My way» e tre complementi d’arredo. Un originale appendiabiti, una cameretta modulare e la «Woodboat»: pratico contenitore di legno per riporre i giocattoli che, all’occorrenza, si può trasformare in mini-palco teatrale, tenda e nave a rotelle per mille fantastiche avventure. Per garantire la giusta sicurezza ai piccoli, l’Istituto italiano sicurezza dei giocattoli vigilerà su tutte le fasi della produzione e certificherà i prodotti. «Tutti i nostri falegnami hanno fatto corsi di formazione da trecento ore. Cui si aggiunge la quotidiana formazione sul campo affiancando i colleghi più esperti – spiega Michelina Capato –. Alcuni hanno anche la qualifica come elettricisti. Speriamo che con questo progetto si possano creare nuove occasioni di lavoro».

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