giovedì 17 ottobre 2019
A Santa Maria Capua Vetere a fuoco, per la seconda volta in un anno, i rifiuti secchi selezionati da inviare al termovalorizzatore di Acerra
(Ansa)

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Ennesimo incendio di un impianto di rifiuti in Campania. Dalle prime luci del giorno brucia lo Stir di Santa Maria Capua Vetere. È il secondo incendio in meno di un anno di questo impianto che tratta i rifiuti indifferenziati, separando l'umido da mandare in discarica dal secco da inviare al termovalorizzatore di Acerra.

Lo Stir aveva già subito un incendio nella notte dell'1 dicembre 2018. A bruciare allora era stato un enorme capannone strapieno di rifiuti già selezionati e trattati, pronti per essere inviati ad Acerra. Coincidenza, anche questa volta le fiamme stanno interessando rifiuti già separati e accumulati, in attesa di essere portati al termovalorizzatore che da pochi giorni ha ripreso la sua attività dopo una pausa di più di un mese per manutenzione.

Le fiamme alte più di 40 metri sono state affrontate da numerose squadre di vigili del fuoco, per evitare che si propaghino al resto dello Stir. Un acre fumo nero sta coprendo la zona (proprio di fronte si trova il carcere), ma in attesa di conoscere i danni ambientali, già ce n'è uno operativo. Infatti le decine di autocompattatori che erano in fila per scaricare i rifiuti di molti paesi del Casertano, si sono dovuti allontanare. E ora bisognerà rapidamente trovare soluzioni alternative.

Una lunga lista di incendi a impianti di rifiuti. Nella stessa area

Un anno fa il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, aveva fatto una durissima denuncia. «Siamo sotto attacco. Il territorio lo è. Tutti noi cittadini lo siamo. Un altro incendio, sempre più grande, sempre nello stesso territorio. E sempre in un impianto di stoccaggio di rifiuti». Il 26 ottobre 2018 era andata in fumo un’azienda di Marcianise che tratta rifiuti, la Lea srl, ad appena un chilometro dallo Stir di Santa Maria Capua Vetere. A fine settembre un altro incendio si era sviluppato nella zona industriale di Pignataro. Il 23 agosto era toccato allo Stir di Casalduni. Il 25 luglio invece un altro incendio si era sviluppato alla Di Gennaro di Caivano. Il primo luglio alla Ecologia Bruscino di San Vitaliano. Il 12 gennaio alla Ilside di Bellona, già bruciata nel 2012 e nel 2017.

Militari a sorvegliare gli impianti

Il ministro partecipò al Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza presso gli uffici della Prefettura di Caserta, per fare il punto della situazione su questa escalation criminale sul fronte dei rifiuti. E Costa aveva lanciato un appello. «È arrivato il momento che non solo il Ministero dell'Ambiente scenda in campo, come ha fatto dal primo giorno e continuerà a fare ogni giorno, ma tutto il governo sia presente con tutti gli strumenti a disposizione». Venne così deciso di utilizzare i militari, già impegnati nei pattugliamenti della "terra dei fuochi", per sorvegliare gli impianti. Purtroppo a discapito dei pattugliamenti. E non è un caso che ad agosto il ministro, ex generale dei carabinieri forestali, si era lamentato. «Io ho fatto tutto quello che dovevo fare. E non solamente io. Nel novembre 2018 è stata istituita una cabina di regia per prevenire questo odioso fenomeno dei rifiuti tossici, e ad oggi ognuno ha fatto il suo, tranne il ministro dell’Interno».

L'ombra della 'ndrangheta sul traffico dei rifiuti

Un'ultima coincidenza. Il 30 settembre, proprio accanto allo Stir andato a fuoco, gli investigatori della Compagnia della Guardia di Finanza, hanno sequestrato a un impianto di compostaggio abbandonato, di proprietà del Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta. Qui, secondo la procura di Santa Maria Capua Vetere, sarebbero state scaricate illegalmente migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti dalla Lea di Marcianise, l'impianto bruciato il 26 ottobre 2018, che compare anche nell'inchiesta "Feudo" della Dda di Milano che ha colpito un'organizzazione collegata alla 'ndrangheta che smaltiva illegalmente rifiuti campani in Lombardia e Calabria. Rifiuti che finivano in capannoni dove poi scoppiavano incendi.

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