lunedì 9 ottobre 2017
Due uomini hanno perso la vita alla diga Furore di Naro (Agrigento), precipitando da una piattaforma. Un terzo lavoratore è deceduto in un silos ad Ascoli Piceno e un quarto a Mirafiori
Agrigento, Ascoli, Mirafiori... quattro operai morti in un giorno

Un'altra giornata tragica per il mondo del lavoro, con quattro operai morti e un quinto ferito gravemente. A Naro, in provincia di Agrigento, hanno perso la vita Francesco Gallo (50 anni), di Naro e Gaetano Cammilleri (55 anni), di Favara. I due operai sono precipitati per molti metri da una piattaforma nella cisterna per il “sovrappieno” della diga Furore. Secondo una prima ricostruzione, a causare l'incidente sarebbe stata la rottura dei cavi che sostenevano la piattaforma. Il nucleo “Saf” dei vigili del fuoco è riuscito ad individuarli; è stato fatto scendere, attraverso una scala, anche un medico che ha accertato il decesso dei due lavoratori. Il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Agrigento ha autorizzato il recupero delle salme, aprendo un fascicolo per omicidio colposo.

Un terzo lavoratore, L.F. di 62 anni, è morto dopo essere caduto in un silos contenente mais. L'uomo, originario di Montefortino (Fermo) e residente a Comunanza, lavorava presso l'azienda agricola Acciarri. Stava caricando grano dal silos ad un mezzo agricolo, forse perché colpito da malore, è stato risucchiato dal grano, finendo soffocato.

Un quarto lavoratore, un manovratore di 47 anni è stato schiacciato dal treno nell'area del raccordo ferroviario del Drosso, all'interno del complesso di Mirafiori (Torino). L'uomo è stato travolto mentre era intento ad aiutare il macchinista in una manovra.

Infine, un operaio di 56 anni è caduto da un'impalcatura in un cantiere a Romano di Lombardia ed è rimasto seriamente ferito dopo un volo di 5 metri. Per soccorrerlo i colleghi hanno chiesto l'intervento del 118, che ha inviato sul posto l'elicottero. Il ferito è stato
portato all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Queste ennesime tragedie sul lavoro arrivano all’indomani del monito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della 67esima Giornata nazionale delle vittime promossa domenica dall’Anmil. «Troppo numerosi – ha scritto il Capo dello Stato in un messaggio al presidente dell’Anmil, Franco Bettoni – sono i casi di aziende che risultano non in linea con gli standard di sicurezza ed è inconcepibile che tra le vittime di infortunio sul lavoro via siano ragazzi giovanissimi».
Dall’inizio dell’anno, si legge nel report dell’Inail al 31 agosto, gli infortuni denunciati sono stati 421.969, con un aumento dell’1,2% rispetto ai 416.740 casi dei primi otto mesi del 2016. Nello stesso periodo, gli incidenti con esito mortale sono stati 682 rispetto ai 651 di un anno fa, con un incremento delle vittime del 4,7%. In calo soltanto le malattie professionali: 39.318 le denunce fin qui presentate, rispetto alle 40.471 del 2016 (-2,8%).

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