venerdì 18 luglio 2014
​In Italia sono solo 78mila, in Africa 14 milioni. "Europa e Africa dialogano tra loro, l'Italia deve avere un ruolo di primo piano".
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In Italia si parla di emergenza quando arrivano alcune migliaia di rifugiati e di migranti. Si parla di invasione quando i rifugiati che qui vivono sono 78mila. L'Africa ne ospita circa 14 milioni. In uno Stato fragile con una popolazione di dodici milioni di persone, come il Ciad, hanno trovato rifugio quasi mezzo milione di persone. E, dunque, è dall'Africa che dobbiamo imparare, è all'Africa che dobbiamo guardare quando parliamo di ospitalità, di generosità, di responsabilità". Lo afferma Laura Boldrini. Aprendo il seminario parlamentare con gli ambasciatori in Italia degli Stati africani, "Italia chiama Africa", la presidente della Camera osserva: "È all'Africa che dobbiamo guardare, anche perché il 22% - oltre un quinto - dei migranti residenti in Italia proviene da questo continente e nelle nostre scuole vi sono bambini con storie e radici italo-africane. Infine, è all'Africa che dovremmo guardare per ridare nuovi orizzonti alle nostre economie, avviluppate da troppo tempo nella spirale recessiva. Appena il 5% delle esportazioni italiane è destinato al continente africano ed in Africa giunge solo il 7% dei nostri investimenti. L'enorme disparità rispetto all'attivismo di altri Paesi, soprattutto emergenti, è lampante. Perfino negli Stati cui siamo legati dalla vicinanza geografica o da vincoli storici, come quelli dell'Africa settentrionale o del Corno, i nostri imprenditori sono poco presenti, lasciando spazio a quelli di altri paesi".    L'Europa e l'Africa, così vicine, così interconnesse, devono riavvicinarsi in uno scambio alla pari che può solo portare benefici per entrambi. "L'Italia può avere un ruolo di traino in questo avvicinamento all'Africa. Per la nostra storia, per quel braccio ristretto di mare, ristretto e drammatico, che ci separa dalla sponde africane e per la nostra tradizionale vocazione diplomatica alla mediazione ed alla terzietà - ha detto ancora Boldrini -. E, in questo momento, lo può avere, infine, in quanto Presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea, in una fase cruciale sia per il continente africano, che per quello europeo", conclude Boldrini. La presidente della Camera si è poi lamentata del fatto che i media si interessano di Africa "solo in occasione dell'insorgere di guerre, virus letali o flussi migratori diretti in Europa". E nella ricorrenza del Mandela Day Boldrini ricorda l'ex presidente sudafricano campione della lotta all'apartheid. "Nelson Mandela dimostrò di saper guidare un popolo e di non cedere alla vendetta. Seppe lasciare il potere una volta raggiunti i primi obiettivi che si era prefissato, la creazione di una Rainbow Nation, dove tutti fossero ritenuti uguali. Di lui oggi avremmo ancora bisogno, del suo sguardo acuto, della sua capacità di superare le barriere dell'odio per giungere alla riconciliazione".
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