giovedì 7 dicembre 2017
La Procura: stiamo accertando se l'iniziativa dello scorso 28 novembre è ricompresa in una più articolata strategia penalmente rilevante
Un momento del blitz dello scorso 28 novembre

Un momento del blitz dello scorso 28 novembre

Sono 13 le perquisizioni locali e personali effettuate dalla Digos su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como a carico di esponenti del gruppo di estrema destra "Veneto Fronte Skinheads". I provvedimenti sono stati eseguiti dagli agenti della Digos di Como, Brescia, Genova, Lodi, Mantova e Piacenza, città di residenza degli indagati per il reato di violenza privata.

I fatti al centro delle indagini risalgono al 28 novembre quando, nel corso di una riunione a Como organizzata nel Chiostro di Sant'Eufemia dall'associazione "Como senza frontiere", un gruppo di estremisti di destra ha fatto irruzione nella sala del convegno e ha letto un comunicato contro le attività di accoglienza dei migranti dell'associazione.

Grazie alla registrazione delle immagini, tutti i responsabili del blitz sono stati individuati. "Si tratta di persone appartenenti a gruppi di estrema destra già note per la partecipazione ad iniziative propagandistiche in tutta Italia" affermano le forze dell'ordine.

La Questura ha notificato a dieci indagati, non residenti a Como, il provvedimento del foglio di via obbligatorio, col divieto di ritorno nel comune di Como per i prossimi tre anni. Ai tre comaschi indagati, il questore ha rivolto l'avviso orale, invito cioè a cambiare condotta che, in caso contrario può portare all'applicazione della sorveglianza speciale o di altre misure di prevenzione.

"Le perquisizioni sono state disposte anche al fine di accertare se l'iniziativa del 28 novembre - ha spiegato il procuratore della
Repubblica di Como Nicola Piacente - è ricompresa in una più articolata strategia penalmente rilevante".

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