mercoledì 17 luglio 2019
Licia Colò testimonial a Bibione nella serata clou della Festa di Avvenire e de Il Popolo, quest’anno dedicata ai temi ambientali. Gli interventi di Tarquinio, Venturin e del vescovo Pellegrini
Marco Tarquinio, Licia Colò e Simonetta Venturin alla festa di Avvenire di Bibione (Giorgio Boato)

Marco Tarquinio, Licia Colò e Simonetta Venturin alla festa di Avvenire di Bibione (Giorgio Boato)

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“Ho parlato di ambiente per tutta la vita, ma solo negli ultimi anni tutti ci si è resi conto di quanto il tema sia urgente. Molti popoli nell’est del mondo nuotano facendosi largo tra la plastica galleggiante e nell’oceano viaggiano veri continenti fatti di plastica. Allora mi sono chiesta: come sensibilizzare la gente su questa immane tragedia?”. È stata Licia Colò, il volto “pulito” e ambientalista della televisione italiana, la testimone a Bibione nella serata clou della Festa di Avvenire e de Il Popolo, capitanata come sempre dal parroco don Andrea Vena e quest’anno intitolata “Estate responsabili”: un gioco di parole che gioco non è, e che con una serie di incontri conduce il popolo dei vacanzieri a soffermarsi sul fatto che ognuno di noi ha la sua fetta di responsabilità sulle cose del pianeta e di chi lo abita.

Marco Tarquinio alla festa di Avvenire di Bibione (Giorgio Boato)

Marco Tarquinio alla festa di Avvenire di Bibione (Giorgio Boato)

Lo ha subito ricordato Simona Venturin, direttrice del settimanale diocesano Il Popolo, conducendo il dialogo tra Licia Colò e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire: “Tra il Cantico delle creature scritto da san Francesco e la Laudato si’ di papa Francesco sono passati secoli, durante i quali l’uomo ha reso meno perfetto il mondo. Anche il Papa, come il santo, parte da questa voce innamorata delle creature ma poi va oltre e ci affida un compito: solo se l’uomo salva la casa salverà se stesso”.

Licia Colò alla festa di Avvenire di Bibione (Giorgio Boato)

Licia Colò alla festa di Avvenire di Bibione (Giorgio Boato)

Lo ha riaffermato con forza Marco Tarquinio: “Ricordiamo tutti il movimento partito dal basso dei ragazzi che in tutto il mondo manifestano nei “Venerdì per il futuro”. Su Avvenire noi abbiamo raccolto l’appello dell’economista Leonardo Becchetti e di Enrico Giovannini di Asvis perché gli adulti facciano i “Sabati per il futuro”, comprando solo le cose che sono prodotte bene. Ognuno di noi deve fare la sua parte”. È tutt’altro che utopia. Lo dimostra la cronaca: “Nell’America di Trump, fieramente contrario agli accordi internazionali per l’ambiente visti come vincolo all’economia statunitense, chi ha in mano il portafoglio, cioè la gente, sta costringendo le grandi aziende a rispettare gli accordi e produrre in modo sostenibile”, ha spiegato Tarquinio. È un capovolgimento di fronti che funziona: la politica, che dovrebbe guidare il cambiamento, viene al traino dell’opinione pubblica, e i produttori (per interesse, ma va bene così) decidono di fare la cosa giusta. “Si chiama votare con il portafoglio”, ha concluso Tarquinio, citando anche le preoccupazioni del papa per una ecologia “integrale”, che cioè riguardi l’uomo, le manipolazioni della vita, il copyright sul cibo da parte di pochi potenti, le pretese di rendere “perfetta” ogni esistenza umana (con gli orrori che ne conseguono).

Un momento della festa di Avvenire (Giorgio Boato)

Un momento della festa di Avvenire (Giorgio Boato)

“Mi accorgevo che gli appelli non servivano”, ha raccontato Licia Colò, “occorreva invece sensibilizzare alla bellezza, è così che ho
impostato Niagara su Rai2, Il mondo insieme su Tv2000 e prossimamente Eden un pianeta da salvare su La7. La chiave me l’ha data mio papà prima di salire al Cielo: la vita è stupenda, peccato sia così breve, mi ha detto… Se fossi riuscita a far innamorare le persone del pianeta avrei ottenuto molto più di mille divieti”.

Un momento della festa di Avvenire (Giorgio Boato)

Un momento della festa di Avvenire (Giorgio Boato)

Ad aiutarla sono i testimoni invitati nelle sue trasmissioni. Tra questi, Emma Morosini, 94 anni, che ha camminato in pellegrinaggio per 1.200 chilometri fino al Santuario di Lujan, in Argentina.

Un momento della festa di Avvenire (Giorgio Boato)

Un momento della festa di Avvenire (Giorgio Boato)

È stato uno dei video più commoventi e applauditi: trainando un carrettino, la “abuelita” (nonnina, così la chiamavano le tivù argentine) inizia a essere seguita da una piccola folla che cammina con lei. Alla fine una vera folla, che la scorta fino a Lujan mentre dagli elicotteri sopra di lei girano le dirette televisive.

Un momento della festa di Avvenire (Giorgio Boato)

Un momento della festa di Avvenire (Giorgio Boato)

E poi padre Fulgenzio Cortesi, missionario in Tanzania: “I superiori non mi lasciavano mai partire ­– racconta lui nel video –, poi finalmente il dono di un grosso tumore. Contro il parere dei medici non sono morto e lì i superiori non se la sono più sentita di fermarmi”. Infine Felix, bambino tedesco che inizia a piantare alberi: oggi ha 65mila soci in tutto il mondo.

Monsignor Giuseppe Pellegrini alla festa di Bibione (Giorgio Boato)

Monsignor Giuseppe Pellegrini alla festa di Bibione (Giorgio Boato)

“Anch’io come molti avevo una visione più antropocentrica – ha commentato Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone – invece intorno c’è il creato e solo camminando insieme c’è un futuro”. Si parte dalle piccole cose, ha concluso il sindaco Pasqualino Codognotto, noto per “un regolamento sperimentale che supera la legge Sirchia contro il fumo passivo”: ci vuole coraggio per mettere al bando il fumo nelle spiagge della seconda meta balneare d’Italia. In fondo si inizia anche da qui.

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