venerdì 12 febbraio 2010
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«Stanno tentando di fare una grande, insopportabile porcheria». Della serie: adesso parlo io. Basta costituzionalisti, uffici elettorali, Tar, timbri, liste, listini, faldoni, panini e quant’altro. Silvio Berlusconi entra nel vivo della campagna elettorale: «Mi sento un’energia dentro che batterei anche il pugile Carnera», dice. E il caos liste – che l’ha costretto a destreggiarsi, in silenzio, nel ginepraio dei ricorsi, bruciando così la prima settimana di campagna elettorale – ora diventa il tema su cui mettere le basi per la grande rimonta. «C’è dietro un disegno ben pensato», dice dal palco dell’hotel Hilton, all’incontro del Pdl del Lazio. Crede ancora nel giudizio amministrativo di secondo grado: «Ho fiducia nel Consiglio di Stato che non può chiudere gli occhi per non dare torto agli altri giudici. Sono convinto che non ci sia nessuna ragione – ripete – per impedire al primo partito italiano di non essere presente nella circoscrizione di Roma». Ma intanto, con la candidata Renata Polverini al fianco, motiva anche i danneggiati dall’esclusione della lista nella provincia di Roma che, salvo sorprese, dovranno rinunciare alla corsa per un posto in Consiglio. Magari con i manifesti già pronti e gli uffici elettorali già affittati. «Io e lei ci facciamo garanti del fatto che anche se le liste non saranno riammesse, se i candidati del Pdl si impegneranno come se fossero ancora in lista, premieremo il merito e saranno tra i protagonisti della giunta del Lazio». Aspiranti consiglieri promossi sul campo assessori.A fare notizia è però l’ennesimo attacco contro i magistrati. Di Milano e anche di Roma. «Il Tar della Lombardia ha fatto giustizia ma voi pensate alla mentalità dei giudici dell’ufficio elettorale di Milano. Hanno contestato le nostre liste senza motivo, quando invece le liste della sinistra avevano molte irregolarità. A un certo punto esce anche una magistrata che, guarda caso, ha il ritratto di Che Guevara in un angolo dell’ufficio...». E qui si riferisce, però, ai giudici romani. E in serata l’Anm replica: «Non ci intimidisce. Mina la credibilità delle istituzioni».Noi e loro. Torna il Berlusconi delle scelte di campo. E, a proposito della manifestazione di sabato dell’opposizione, dice: «Sfileranno a braccetto il campione del giustizialismo Di Pietro, il campione della faziosità politica Bersani e la campionessa della cultura radicale Emma Bonino. Un amalgama terrificante», dice fra gli applausi. E assicura che il centrodestra risponderà in maniera «forte e dura», con una manifestazione «per il diritto di voto, per la nostra libertà». Sa però che giudizi sferzanti sugli apparati di partito sono circolati, nei giorni scorsi, anche in ambienti "amici", persino attribuiti a lui. E assicura: «I responsabili del partito non hanno nessuna colpa: li ho interrogati per ore. Anche tra di noi hanno fatto passare l’idea che abbiamo fatto un pasticcio, ma non è così». Gli hanno riferito che le motivazioni della sentenza di riammissione del Tar Lombardia evidenzierebbero comportamenti poco limpidi dei radicali. Un vero e proprio dossier è in preparazione: «Abbiamo presentato liste in tutta Italia e non abbiamo avuto problemi tranne, guarda caso, proprio nelle due situazioni più importanti». E incolpa la «magistratura di sinistra, politicizzata» di aver «dettato i tempi di questa campagna elettorale, prima inventando una Tangentopoli che non c’è, ora inventandosi il rigetto delle nostre liste».
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