mercoledì 10 luglio 2019
Il segretario aggiunto Sbarra: governare la transizione per tenere al centro i lavoratori. E attacca il governo: ha un virus anti-industriale
Il cardinale Bassetti con la segretaria nazionale Cisl, Furlan (Lapresse)

Il cardinale Bassetti con la segretaria nazionale Cisl, Furlan (Lapresse)

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Il tema di una più efficace presenza nelle periferie, sociali ed esistenziali, è al centro della Conferenza nazionale organizzativa della Cisl, che si chiude domani, giovedì, a Roma. Un passaggio con il quale il sindacato punta ad allargare i suoi tradizionali luoghi di insediamento per rispondere alle sfide di un lavoro sempre più parcellizzato, quando non assente, e rilanciare la presenza sociale di quei corpi intermedi oggi meno influenti di un tempo.

È un’esigenza che ha trovato oggi l’appoggio convinto del presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, che ha portato il saluto dei vescovi italiani all’iniziativa. «Bene fa la Cisl – ha affermato l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve – ad aprirsi alle esigenze delle persone più esposte alle difficoltà sociali, prendendo in carico le periferie del degrado, della sofferenza e di chi non ha voce».

In particolare il cardinale ha espresso la sua preoccupazione per le famiglie, e ha invitato «a dialogare con tutti i Forum delle famiglie, per portare avanti insieme misure concrete a sostegno delle medesime». Dobbiamo «essere uniti per fronteggiare le disuguaglianze e le difficoltà dei più deboli » e per questo «è importante che la Cisl insieme a tante associazioni impegnate su questo fronte costituisca una rete che possa contribuire a rendere migliore la vita di tanti che non sanno come uscire della difficoltà. L’unione con le forze solidaristiche laiche e cattoliche può produrre quei risultati che tutti speriamo di realizzare» per un mondo «più giusto e più inclusivo».

L’esortazione del cardinale deriva da un giudizio preoccupato sul presente: l’Italia, e non solo lei, si trova in «una situazione molto delicata». La crisi «ha lasciato ferite profonde» e i processi di innovazione tecnologica «non ci mostrano un futuro semplice». Un «crocevia della storia» che «rischia di «minare gli equilibri sociali e umani», di fronte al quale occorre restare «consapevoli di essere tutti in una stessa barca». Rilanciando la denuncia di papa Francesco contro la "cultura dello scarto" Bassetti ha sottolineato come «per il cristiano il lavoro assuma una dimensione sacra». Ma il lavoro oggi è «sempre più parcellizzato, in nero, e con risvolti di sfruttamento sempre nuovi». Per questo l’azione del sindacato è, a maggior ragione, essenziale.

Alla conferenza sono intervenuti anche il sottosegretario Giancarlo Giorgetti e il segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra, che ha sottolineato la necessità di governare la rivoluzione digitale per garantire ai lavoratori l’estensione di diritti e tutele. Sbarra ha indicato tre direzioni di intervento: il «rilancio delle infrastrutture con un grande piano per il lavoro 4.0», l’estensione «della golden rule europea» e un rinnovo delle relazioni industriali all’insegna della democrazia economica. Netto il giudizio del sindacalista sulle politiche del governo, dove aleggia «il virus di una patologia anti-industriale e anti-modernista, un misto di insipienza e ideologia».

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