martedì 17 giugno 2014
​Lo sfogo su Facebook e la vicenda diventa un caso. I gestori della struttura: difficoltà di gestione. L'Anffas: non è un caso isolato. 
IL VIDEO La rivincita dolce di Danilo (Pino Ciociola)
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Un papà si sfoga su Facebook: hanno rifiutato mio figlio al centro estivo perché è down. E l'episodio diventa un caso. E monta la polemica per la vicenda del piccolo Danilo. "È difficile da gestire", hanno addotto come motivazione con i responsabili della struttura romana, nel quartiere Ottavia. Andrea Mantovani, il papà del bambino respinto, ha lanciato sul social network un'iniziativa: "Pubblichiamo le foto dei nostri bambini, visto che qualcuno ancora crede che possono essere pericolosi". "Si grida allo scandalo: ma magari si trattasse di uno scandalo… "Non è affatto un caso isolato, piuttosto è la norma, che sistematicamente si ripete": a riferirlo è Roberto Speziale, presidente dell'Anffas, che di famiglie come quella di Danilo ne conosce tante, così come conosce e registra i loro bisogni e le loro difficoltà. Tra queste, c'è il "tempo estivo", che ogni anno riporta, in queste case, un vero e proprio dramma. "Inserire il proprio figlio disabile in un centro estivo, comunale o privato che sia, è praticamente impossibile - denuncia all'agenzia Redattore Sociale - Questi ragazzi vengono puntualmente rifiutati, spesso con la scusa che non ci sono risorse per garantire un operatore che provveda ai loro specifici bisogni. Solo le famiglie 'organizzate' quelle che fanno riferimento a una struttura associativa, trovano le risposte che cercano: il centro diurno, che d'estate si trasforma in centro estivo. O i soggiorni per i ragazzi, che alle famiglie offrono anche un pò di respiro… Ma parliamo di soluzioni solo per ragazzi disabili, mentre la condizione ideale sarebbe quella 'integratà: ragazzi disabili inseriti nei centri estivi accanto ai loro compagni: una realtà sempre più lontana". Sempre più lontana, sì, "perchè negli anni la situazione sta addirittura peggiorando. È un problema culturale, di approccio alla disabilità: nonostante tutti i nostri sforzi di lavorare in chiave inclusiva, la società si sposta sempre più verso l'esclusione. È la conseguenza di campagne come quella contro i falsi invalidi, che alimentano lo stigma sociale da cui nasce la discriminazione. Certo, quando questo avviene in contesti scolastici, come i centri estivi ma anche le gite, è ancora più sconfortante. Ed è proprio lo sconforto che oggi ci stanno comunicando tante famiglie, all'indomani di questo ennesimo caso di discriminazione. Credo non ci sia altra strada che l'azione legale". Un papà, la sua grande amarezza e il suo sfogo su Facebook: così la storia di Danilo non rimarrà sconosciuta. E forse servirà a cambiare le cose.
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