sabato 28 luglio 2018
Nel testo, che arriverà in aula alla Camera lunedì, abolito anche il tetto di 36 mesi per i precari della scuola. La stretta sui contratti a termine già in corso scatterà solo a novembre
Slot machine: Una stretta per l'azzardo (Ansa)

Slot machine: Una stretta per l'azzardo (Ansa)

Tessera sanitaria obbligatoria per poter giocare alle slot e alle Vlt, modifiche alle terminologie per i Gratta e Vinci, istituzione di un logo "no slot" per i pubblici esercizi. È quanto prevedono gli emendamenti al decreto dignità in materia di gioco d’azzardo presentati da Pd e Fdi, riformulati e approvati ieri, anche con il consenso del Movimento 5 Stelle, dalle commissioni Finanze e Lavoro della Camera.

Il testo, che contiene anche l’abolizione del tetto di 36 mesi per i precari della scuola e reintroduce i voucher, ma solo fino a 10 giorni, per i settori agricolo e turistico - solo per alberghi e strutture ricettive fino a 8 dipendenti - ha avuto il via libera definitivo e passa in Aula, dove si comincia lunedì.

L’emendamento sulla tessera sanitaria ha l’obiettivo di impedire l’accesso da parte dei minorenni a slot machines e terminali per le videolotterie. A partire dal gennaio 2020, è prevista la rimozione di tutti gli apparecchi che non si adeguano alle nuove disposizioni, pena una sanzione di 10mila euro per ciascun apparecchio.

L’accesso alle macchinette mangiasoldi è equiparato così all’acquisto delle sigarette. Prodotti nocivi, dunque. «Vorremmo che l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici diventasse uno strumento di autolimitazione del giocatore, in termini di tempo e di denaro», dichiara la dem Elena Carnevali. Che però lamenta il respingimento di altri emendamenti che prevedevano, secondo l’intesa Stato-Regioni del 2017, un’ulteriore riduzione - dal 30 al 50% - dei punti di gioco.

Nel testo viene previsto anche che il Mef, d’intesa con il ministero della Salute, condurrà un costante monitoraggio dell’offerta di gioco, anche attraverso una banca dati sull’andamento del volume di gioco e sulla sua distribuzione sul territorio, riferendo annualmente sui risultati.

L’ok in Commissione è arrivato anche all’emendamento sui tagliandi "Gratta e Vinci". La proposta è di sostituire il termine «ludopatia» con «disturbo da gioco d’azzardo patologico», si chiede inoltre di eliminare i riferimenti ai premi «uguali o inferiori al costo della giocata» nella parte del tagliando in cui sono indicate le probabilità di vincita. «La scienza batte il marketing delle lobby dell’azzardo», esulta il primo firmatario dell’emendamento, il pentastellato Massimo Baroni, che parla di «rivoluzione culturale». Perché «chiamiamo il dramma generato dall’azzardo con il suo giusto nome scientifico: disturbo da gioco d’azzardo, Dga, non più "ludopatia", parola sulla quale il marketing delle lobby dell’azzardo ha costruito negli ultimi anni le sue fortune abbinandola al concetto positivo del "ludum" cioè semplice gioco». A favore hanno votato tutte le forze politiche meno Forza Italia. Ancora sul settore slot, le Commissioni hanno approvato l’istituzione del logo "no slot" per i locali che non ospitano o disinstallano gli apparecchi da gioco. Il logo verrà istituito dal Ministero dello Sviluppo economico, con l’Osservatorio sul gioco patologico che ne definirà entro sei mesi le condizioni per il rilascio.

Tra le altre novità sul lavoro, il bonus assunzioni resta per altri 2 anni, anche per gli under 35. Il costo complessivo della proroga arriva a circa 300 milioni nel triennio 2019-2021 e sale complessivamente a 600 milioni fino al 2024. Le coperture arriveranno da nuovi ritocchi al rialzo a partire dal 2019 del Preu, il prelievo sui giochi. Il bonus, come prevede l’ultima manovra, consiste in un taglio del 50% dei contributi per 3 anni con un tetto a 3mila euro.

Mentre gli aumenti contributivi dello 0,5% per i rinnovi dei contratti a termine non si applicheranno ai contratti di colf e badanti per effetto di un emendamento di Forza Italia.

La stretta sui contratti a termine già in corso, comunque, scatterà solo a novembre: è passata la modifica che prevede un periodo transitorio fino al 31 ottobre.

Un emendamento del M5s ha poi fatto saltare il tetto dei 36 mesi per i contratti a tempo determinato della scuola (per il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario) previsto dalla Buona Scuola. Il movimento aveva definito la norma «genera precari». Nel 2019 annuncia Luigi Gallo, presidente della Commissione Cultura della Camera, ci saranno 67mila assunzioni.

Non mancano le critiche al decreto che arrivano da Pd, Fi e associazioni di categoria. Secondo il ministro del Lavoro Luigi Di Maio è una «campagna di terrorismo psicologico» condotta da «lobby ed opposizioni» .

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