Roma. Azzardo, ok a norme antimafia


Antonio Maria Mira mercoledì 18 gennaio 2017
Il documento denuncia e propone normative per prevenire infiltrazioni e rendere più trasparente il settore Bindi: risultato di grande valore politico ora tocca al Governo
Azzardo, ok a norme antimafia

La Camera, con la sola astensione dei gruppi M5S e Cor, approva la Relazione della commissione Antimafia sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel 'gioco' lecito e illecito. Un documento molto importante, con denunce e proposte normative per rendere più trasparente, controllato e 'pulito' il settore, come si legge nella Risoluzione che l’Assemblea di Montecitorio ha approvato ieri pomeriggio con 374 voti a favore e nessuno contrario. «Un risultato di grande valore politico e un riconoscimento del lavoro serio e puntuale fatto dalla nostra commissione», commenta la presidente dell’Antimafia, Rosy Bindi. «Il gioco d’azzardo e il mondo delle scommesse legali e clandestine – denuncia – sono un nuovo campo strategico degli investimenti della criminalità organizzata, che ha sviluppato sistemi anche molto sofisticati e penetranti per infiltrare un settore che serve sia a riciclare denaro sporco sia ad ottenere ingenti profitti ».

Ora, aggiunge, «mi auguro che il Governo si attivi rapidamente per rendere più stringenti le norme sul rilascio delle concessioni, estendere verifiche e controlli su tutta la filiera, anche prevedendo una specifica certificazione delle sale gioco, perché siano davvero 'mafia free'. Vanno infine rafforzate le sanzioni e le misure di antiriciclaggio. Ma va soprattutto intrapresa un’azione a livello europeo per armonizzare almeno nella Unione europea le legislazioni nazionali, in particolare sul gioco d’azzardo online».

Una prima risposta del Governo è venuta dal viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico che ha espresso in aula il parere favorevole dell’Esecutivo alla risoluzione. In particolare, come chiede il documento, ha affermato come «è importante chiudere in tempi brevi l’accordo tra Stato e Autonomie», ricordando come a fronte di entrate importati «le conseguenze sociali che non possono essere trascurate». Dunque, ha concluso, «nel condividere il contenuto della Relazione ricordo che i principi cardine per il governo sono la tutela dei giocatori, il no al gioco dei minori, la trasparenza della struttura proprietaria, la corretta operatività dei soggetti concessionari».

Il testo approvato ieri e che ora passa al voto del Senato, prevede, fra l’altro, barriere all’ingresso del settore relative ai concessionari, ampliando l’ambito dei reati che impediscono alle società di partecipare alle gare per il rilascio delle concessioni; la revisione dell’apparato sanzionatorio, anche attraverso provvedimenti di sospensione come il 'Daspo'; il rafforzamento delle misure antiriciclaggio attraverso la tracciabilità delle vincite al gioco; l’attuazione di politiche antimafia con il coinvolgimento delle autonomie locali, in particolare per quanto riguarda la distribuzione dell’offerta di 'gioco' sul territorio. La commissione Antimafia chiede, poi, una nuova governance del settore dei giochi, anche attraverso un’authority, con una vigilanza rafforzata e una riorganizzazione dei controlli, oltre alla adozione di misure armonizzate a livello europeo nel settore del gioco d’azzardo a distanza e una politica per la sicurezza delle infrastrutture critiche del gioco legale che contrasti la minaccia del cyber crime.

Nel dibattito in aula è intervenuta Paola Binetti (Udc) auspicando che l’approvazione della Relazione «possa riuscire a smuovere la proposta contro la diffusione eccessiva del gioco d’azzardo che giace il commissione Affari sociali». Laura Garavini del Pd ha sottolineato come le proposte della commissione siano «in grado di segnare un duro colpo ai guadagni criminali». Mentre i parlamentari del M5S, pur condividendo il contenuto del documento, si sono astenuti «per far emergere l’ipocrisia delle istituzioni ormai infiltrate dalle lobby dell’azzardo».

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