giovedì 6 dicembre 2018
Sale la protesta del mondo no-slot per la proroga delle concessioni
Una sala slot (Boato)

Una sala slot (Boato)

C’è forte «delusione» tra le associazioni per la proroga delle concessioni dell’azzardo, inserita nella legge di Bilancio, e in particolare quella che sposta di un anno la 'rottamazione' delle vecchie slot prevista per 31 dicembre 2019. Ma la maggioranza giallo-verde va avanti. Così l’emendamento presentato dai relatori Andreina Comaroli della Lega e Raphael Raduzzi del M5s è stato approvato in commissione Bilancio della Camera ed è inserito come articolo 89/bis nel testo da ieri in aula. Bocciati invece i subemendamenti di deputati di Fdi, Pd e anche M5s che proponevano di eliminare queste proroghe. Durissime le associazioni e i 'cartelli' che riuniscono realtà che da anni contrastano l’azzardo.

«Siamo alle solite. Davanti alla ricerca dei soldi e agli interessi delle lobbies ci si rimangiano le parole dette e gli impegni solennemente annunciati», accusa don Armando Zappolini, portavoce della campagna 'Mettiamoci in gioco' che aggiunge: «Abbiamo pubblicamente salutato con soddisfazione il 'decreto dignità' per quello che riguardava il tema della pubblicità, ma a questo punto penso che ci siamo ancora una volta illusi. Non facciamo e non faremo sconti a nessuno».

Non è da meno Carlo Cafaloni, portavoce del movimento Slotmob. «Si conferma la prevalenza del realismo politico, dettato in realtà da forti interessi. Senza una rimessa in discussione della concessione alle grandi società del settore per una gestione pubblica, responsabile e disincentivante, siamo costretti alla logica perdente della riduzione del danno». Anche Matteo Iori, presidente del Conagga, riconosce che «gli articoli introdotti nel 'decreto dignità' andavano nella giusta direzione», ma proprio per questo si augura «che sia ritirato l’emendamento che proroga la rottamazione perché le slot di nuova generazione consentirebbero un controllo molto più efficace e una reale riduzione dei rischi».

Un emendamento che per Maurizio Fiasco, di Alea, è «un colpo d’ascia assestato al tentativo di edificare un sistema di regole che rispetti la salute pubblica e l’integrità delle persone. Penso che non si siano resi conto della gravità dell’atto. Le lobby dell’azzardo di Stato segnano così due punti, grazie a poche righe partorite dalla dabbenaggine. Possono derivare più danni dall’ignoranza che dalla malafede».

Ancora più netta l’accusa del presidente della Consulta Nazionale Antiusura, monsignor Alberto D’Urso: «Il mondo politico perde il pelo, ma non il vizio. Eppure il vicepresidente del Consiglio qualche giorno fa aveva affermato che il gioco d’azzardo è innanzitutto una questione etica e poi economica. Evidentemente la questione etica che continua a gettare sul lastrico migliaia e migliaia di italiani va a farsi benedire quando si tratta di assicurare attraverso l’azzardo nuove tasse alle casse dello Stato». Dunque, aggiunge, «a loro stanno più a cuore le entrate per il bilancio dello Stato sulla pelle di persone malate, disperate, disorientate, povere o la salute degli italiani? Ci possiamo ancora fidare delle promesse dei politici sull’argomento, finora dimostratesi promesse da marinai?».

Accuse che fa anche Attilio Simeone, coordinatore di 'Insieme contro l’azzardo': «Il governo della proroga tradisce se stesso e il proprio mandato nonché il contratto di governo al quale tanto ci si appiglia nei momenti di tensione tra Lega e M5s. Tradisce anche lo spirito della legge di Bilancio che vorrebbe, almeno nei proclami, rilanciare i consumi aumentando gli investimenti in economia reale. La decisione apre mille dubbi e mille perplessità su una condotta di governo a dir poco azzardata».

© Riproduzione riservata