venerdì 13 ottobre 2017
Dopo le proteste delle associazioni contro la presenza dei Gratta e vinci all'ospedale Santorso di Vicenza, lo stop della Ulss 7 del Veneto alla vendita delle lotterie istantanee in tutti gli ospedali
Azzardo, la Asl ci ripensa e toglie i Gratta e vinci dall'ospedale

Niente più Gratta e vinci all'ospedale alto vicentino di Santorso. Dopo la denuncia di Libera e Cnca raccolta da Avvenire che aveva sollevato il caso nei giorni scorsi, l’Ulss 7 del Veneto ha decretato ieri lo stop definitivo alla vendita delle lotterie istantanee in tutte le strutture dell’azienda. Non solo, come in un domino virtuoso, seguendo l’esempio del collega vicentino Giorgio Roberti, anche il direttore generale dell’Ulss 6 di Padova, Domenico Scibetta ha bandito, sempre nel pomeriggio di ieri, i Gratta e vinci anche dall’ospedale unico della Bassa Padovana, con sede a Monselice e intitolato, ironia della sorte, a Madre Teresa di Calcutta. Per entrambe le aziende sanitarie, dopo il sussulto di “buon senso” invocato due giorni fa dall'assessore alla sanità veneta Luca Coletto, si apre dunque la trattativa con i privati che a suo tempo hanno progettato e realizzato gli ospedali.

Come Santorso, anche per il nosocomio di Monselice, inaugurato nel novembre 2014, a sborsare 60 dei 165 milioni di euro necessari alla costruzione è stato un pool di aziende. Esulta l’assessore Coletto. «Alla fine il buon senso ha prevalso. Vendere materiale come questo all’interno di un ospedale, dov’è presente il servizio per le dipendenze, è come vendere droga fuori da un centro di disintossicazione per tossicodipendenti ». Ma l’assessore ne fa un caso ben più ampio. «Lo Stato non può guadagnare sulla pelle dei più fragili. È tempo di mettere fine a un giro d’affari di 80 miliardi di euro di cui poco più di sei entrano come royalties nelle tasche di uno Stato che poi ne spende otto per curare i pazienti ludopatici». Coletto esclude qualsiasi tipo di intervento della Regione a sostegno delle aziende sanitarie alle prese con i project financing.

E così torniamo nell’Altovicentino, il cui ospedale è stato al centro delle polemiche di questi giorni. La direzione dell’Ulss 7 si difende sottolineando che la stipula del contratto del progetto di finanza risale addirittura al 2007, ben dieci anni fa, e fa sapere che lo stop all’azzardo è immediato e definitivo. Proprio a Santorso è in carico ai servizi sociosanitari un centinaio di pazienti che hanno evidenziato dipendenza da azzardo e quattro in particolare con disturbi compulsivi legati proprio ai bigliettini argentati. La disposizione dell’azienda sanitaria Pedemontana ha raggiunto il concessionario Summano sanità, la società che ha realizzato l’ospedale, a cui ora spetterà far rispettare il divieto di vendita al gestore dell’edicola. La moratoria sui Gratta e vinci potrebbe così necessitare di alcuni giorni per diventare effettiva. «In ogni caso già domani (oggi, ndr) inizieranno i controlli», conferma la direzione. Che non sembra particolarmente preoccupata della trattativa con il privato per dirimere eventuali controversie commerciali legate al bando dell’azzardo. «Il contatto di project financing prevede che all’interno della struttura non possa essere venduto nulla che contrasti la mission aziendale. In ogni caso c’è tutto il tempo per trattare i termini tecnici della questione».

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