giovedì 16 gennaio 2020
Secondo atto intimidatorio in 6 giorni. Illesa la signora delle pulizie. Il responsabile del centro è testimone in un’inchiesta della Direzione Antimafia. Conte: non daremo tregua ai violenti
L'esterno del centro per anziani di proprietà del gruppo Sanità più dove è stata fatta esplodere una bomba

L'esterno del centro per anziani di proprietà del gruppo Sanità più dove è stata fatta esplodere una bomba - Ansa

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La signora delle pulizie è all’ospedale in stato di choc. Le mafie foggiane non hanno particolari apprensioni, si sentono impunite. E all'alba di oggi, intorno alle 6, un uomo incappucciato ripreso dalle telecamere di sicurezza ha piazzato una bomba davanti al centro anziani “Il sorriso di Stefano” del gruppo “Sanità più” a Foggia, il cui responsabile delle risorse umane, Cristian Vigilante, è stato vittima di un attentato due settimane fa, il 3 gennaio. La bomba è esplosa mentre la signora stava facendo il suo lavoro; soccorsa dal 118, è stata portata al pronto soccorso.

Danni esterni al centro in via Acquaviva, zona semicentrale di Foggia, all'insegna luminosa e alle auto in sosta. L’auto di Vigilante era stata distrutta allo stesso modo, una bomba, perché lui è testimone in un’inchiesta della Dia (Direzione Investigativa Antimafia). «È chiaro che questa bomba è un seguito della volta scorsa», ha detto Vigilante.



È già il secondo attentato (in sei giorni) nel foggiano dopo il corteo contro le mafie organizzato sabato scorso da Libera al quale avevano partecipato ventimila persone. E dopo che la ministra Lamorgese aveva fatto sapere che a Foggia aprirà presto un ufficio della Dia.

"Noi andiamo avanti. Con la vostra solidarietà e con fiducia nelle istituzioni, nella magistratura, nelle forze dell'ordine e nella giustizia"; lo ha scritto su Facebook Sanità Più, cooperativa che ha in gestione il centro per anziani. "La domanda che ci poniamo - si legge nel post - è se gli autori e i mandanti di questo vile gesto che poteva provocare la morte della donna che era all'interno a lavorare, sappiano o meno che hanno colpito un simbolo di umanità e di altruismo. Forse non tutti conoscono l'origine del nome di questo centro diurno e sarà bene ricordarlo proprio oggi. Stefano Franchi era un ragazzo ospite della Rssa Il Sorriso deceduto nel giugno 2016 per via di una grave malattia neurodegenerativa. Il padre di Stefano alla morte del figlio, ha voluto donare questo immobile a Sanità Più in segno di riconoscenza per le cure prestate con amore e dedizione a Stefano. Un gesto di una portata e di un significato enormi. Per rispetto verso la famiglia Franchi e in memoria di Stefano, Sanità Più ha deciso di destinare l'immobile all'apertura di un centro per anziani che oggi permette a 30 famiglie di vivere la fragilità che accompagna il proprio caro con tranquillità nella piena sicurezza di una gestione sana e umana prima ancora che altamente professionale. Ironia della sorte, l'atto vandalico ha colpito direttamente la famiglia Franchi perché l'auto del papà di Stefano che era parcheggiata vicino all'entrata del Sorriso di Stefano ha subito ingenti danni per via dell'esplosione". "La squadra di manutentori del nostro gruppo ha già ripristinato i locali e sta accogliendo con il calore di sempre i nostri 30 ospiti", spiega Sanità Più.

Fortissime le reazioni all'attentato. "Lo Stato e i cittadini di Foggia non abbassano la testa. Gli inquirenti sono già al lavoro e non daremo tregua a chi pensa, con la violenza, di esiliare legalità, libertà e giustizia. Vinceremo insieme questa battaglia", ha scritto su Twitter il premier Giuseppe Conte.

L'ennesimo attentato, il decimo dall'inizio dell'anno in tutta la provincia, ha indotto il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, a confermare "la volontà dello Stato di contrastare con la massima determinazione ogni forma di criminalità" e ad annunciare l'invio "di un contingente straordinario di forze di polizia nella provincia di Foggia" mentre dal 15 febbraio sarà attiva l'annunciata sezione operativa della Direzione investigativa antimafia.

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"Lo Stato è più forte della gentaglia che minaccia e intimidisce. Lo Stato è più forte del terrore che questi mafiosi sono convinti di poter spargere per le nostre strade. Chi pensa che Foggia sia destinata a piegarsi si sbaglia", ha scritto a sua volta su Facebook il sindaco di Foggia Franco Landella. "Alla famiglia Vigilante e al gruppo Telesforo esprimo, a titolo personale e istituzionale, la mia più totale solidarietà - scrive Landella - per la serie di atti intimidatori di cui sono stati vittima recentemente, l'ultimo dei quali, all'alba di oggi, ha colpito il centro 'Il Sorriso di Stefano'. È l'ennesima dimostrazione di una delinquenza e di una criminalità parassitarie e violente evidentemente spaventate dai risultati ottenuti dalla 'Squadra Stato' e dalla imponente mobilitazione popolare dello scorso 10 gennaio, promossa dall'associazione Libera nel segno della legalità. La mafia ha compreso di essere minoranza nella nostra città e prova ad alzare il tiro e la portata delle sue minacce infami".

Poche ore dopo l'attentato si è svolto un vertice in prefettura. "Quello che sta subendo Foggia è senza precedenti e la risposta dello Stato sarà anche quella senza precedenti. La reazione dello Stato e la presenza dello Stato sarà ancora più forte", ha dichiarato il commissario straordinario Antiracket e antiusura Annapaola Porzio a margine del vertice.

La ministra delle Politiche agricoleTeresa Bellanova sui social ha scritto: "Sono stata più volte a Foggia in queste ultime settimane recentemente anche alla marcia contro la mafia, accanto a Don Ciotti: ritornerò ancora, ritornerò presto. Non siete da soli in questa battaglia, le istituzioni sono con voi. E lo Stato vincerà. Non ci arrendiamo!".

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