lunedì 23 ottobre 2017
Agli arresti o ai domiciliari anche due sindaci, due vicesindaci, dirigenti pubblici e altri pubblici ufficiali.
L'appalto dei rifiuti in cambio di mazzette elettorali, 12 arresti

Due campagne elettorali, quella del 2014 a Villa Castelli e quella del 2015 a Torchiarolo, sono al centro dell'indagine Hydra condotta dai carabinieri di Brindisi e i cui particolari sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il comandante provinciale colonnello Giuseppe De Magistris, quello del reparto operativo maggiore Cristiano Tomassini e della Compagnia di San Vito dei Normanni, capitano Diego Ruocco.

Inchiesta che stamattina ha fatto finire in carcere e agli arresti domiciliari dodici persone, tra cui due sindaci, due vicesindaci, dirigenti pubblici e altri pubblici ufficiali.

Proprio da San Vito dei Normanni è partita l'inchiesta nel 2014, con una serie di accertamenti su danneggiamenti e intimidazioni avvenuti a Carovigno, nel periodo in cui doveva essere approvata dal Comune la realizzazione di un impianto di compostaggio, la cui costruzione fu deliberata ma mai realizzata. Partendo da quelle verifiche, gli investigatori hanno scoperto che altre amministrazioni comunali del Brindisino ma anche delle province di Bari e Foggia avrebbero affidato l'appalto per la raccolta dei rifiuti alla ditta Rete Servizi Srl, con sede a Carovigno.

In cambio la ditta avrebbe versato tangenti agli amministratori complici del dirottamento delle gare, in particolare durante le campagne elettorali dei sindaci (poi eletti) di Torchiarolo e Villa Castelli. Oltre al denaro, sarebbero state fornite anche altre utilità, ovvero assunzioni di persone indicate dagli amministratori e persino la disponibilità di alcune escort (della quale non avrebbero usufruito i politici ma consulenti esterni di alcuni Comuni coinvolti nell'inchiesta.

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