lunedì 6 aprile 2015
L'anniversario del terremoto che nel 2009 devastò l'Aquila. Domenica fiaccolata, Messa e veglia. Il vescovo: L'Aquila tornerà più forte di prima
Ora che ricomincia la speranza di Giovanni D'Alessandro
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Un ricordo per i 309 morti, una parola per gli oltre 1200 feriti e le famiglie ancora senza casa, ma anche la rassicurazione che l'Aquila rinascerà con i soldi che sono stati trovati e verranno spesi in modo trasparente. Lo garantisce Matteo Renzi in un intervento sulla sua pagina Facebook.Ricorre oggi l'anniversario del terremoto che nel 2009 devastò L'Aquila. Un sisma di magnitudo 6.3 che il 6 aprile di 6 anni fa alle 3.32, in piena notte, scosse il capoluogo abruzzese, provocando 309 vittime e 1600 feriti, di cui 200 molto gravi. Ben 65mila furono gli sfollati che furono alloggiati in tendopoli. Il sindaco, Massimo Cialente, ha dichiarato il lutto cittadino. Ieri sera, nel giorno della Pasqua, si è tenuta invece una fiaccolata a cui hanno preso parte migliaia di persone. Un lungo corteo animato da circa 10mila persone che hanno sfilato in silenzio e con le fiaccole in mano hanno raggiunto piazza Duomo, il cuore del centro storico dell'Aquila, ancora ferito dal sisma. Qui c'è stato il momento più toccante e doloroso, con la lettura dei nomi delle 309 delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009. In loro memoria ci sono stati i 309 rintocchi delle campane della chiesa di Santa Maria del Suffragio, nota come "delle Anime Sante". Rintocchi ripetuti alle 3 e 32, orario del sisma.

Nonostante il freddo pungente e la concomitanza con la ricorrenza della Pasqua, il sesto anniversario del terremoto del 6 aprile 2009 ha visto una notevole partecipazione. Tra le migliaia di persone, molti giovani: anche se la piazza si è svuotata decisamente prima delle 3 e 32. Affollata la Messa dopo il corteo, celebrata nella chiesa di San Giuseppe Artigiano dall'arcivescovo Giuseppe Petrocchi: "Gli aquilani siano comunità unita e siano protagonisti della ricostruzione non delegando alle istituzioni", ha spiegato nel corso dell'omelia. "La posta in palio è molto importante, nel decennio 2009-2019 si decideranno i prossimi 50 anni della città, quindi la vita della nuove generazioni" ha detto ancora Petrocchi. Il vescovo ha invitato "a non usare più i termini di morti, scomparsi o defunti in relazione alle vittime del sisma. I nostri fratelli sono nella casa del Padre". Dopo la Messa la veglia. Vi hanno partecipato in molti, tra cui numerosi familiari delle vittime. Durante la notte sono stati numerosi anche coloro che hanno visitato la cappella della memoria, dove ci sono le lapidi con i nomi delle 309 vittime, adiacente alla chiesa delle Anime Sante, chiusa per i lavori di recupero. Per quanto concerne il lutto cittadino, in un'ordinanza del Comune si legge che per oggi sono previsti "l'esposizione delle bandiere negli edifici pubblici, listate a lutto; il divieto, nelle vie e nelle piazze del luogo di svolgimento delle iniziative programmate dall'Amministrazione comunale, di tutte le attività rumorose e che possono intralciare l'afflusso delle persone; il divieto delle attività ludiche e ricreative ed ogni altro comportamento che contrasti con il carattere luttuoso della ricorrenza o con il decoro urbano; la chiusura, in segno di lutto ed in ricordo delle vittime del sisma, degli esercizi commerciali ed i locali pubblici dell'intero territorio comunale, dalle ore 9.30 alle 11.30".
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