giovedì 14 gennaio 2016
Via libera definitivo in Senato. Il governo punta ad approvare entro il 18 aprile il decreto legislativo. Nuove norme anche per i call center. Ecco cosa cambia.
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Appalti, si cambia. Con procedure più trasparenti, più snelle. E con un occhio al rapporto qualità-prezzo, ma anche con lo stop definitivo alle deroghe, tranne che in caso di calamità naturali. Sono questi alcuni dei pilastri della legge delega sugli appalti approvata oggi definitivamente in Senato con 170 sì, 30 no e 40 astenuti. Il ddl n. 1678-B recepisce le indicazioni Ue in materia di appalti e concessioni, sancisce il De profundis del 'moloch' rappresentato dal Vecchio codice degli appalti del 2006 e affida un ruolo fondamentale di vigilanza all'Autorità anticorruzione di Cantone. La delega contiene anche l'approvazione, già operativa, della clausola sociale che garantisce i lavoratori dei call center prevedendo la prosecuzione dei rapporti di lavoro in caso di successione di imprese negli appalti con lo stesso committente e la protezione dei trattamenti economici e normativi contenuti nei contratti collettivi. "Da oggi il Paese ha una legge che consente trasparenza, efficacia e legalità nelle opere pubbliche", dice il ministro dei Trasporti Delrio, "ora tempi rapidi per la sua attuazione in norme semplici". Il ddl dovrà infatti essere tradotto in provvedimenti attuativi. E, tramontata l'ipotesi di scaglionare in tempi diversi le varie parti della delega, il governo punta ora ad un unico decreto legislativo da approvare entro il 18 aprile, termine per il recepimento delle indicazioni di Bruxelles. Ciò significa quindi che il decreto dovrebbe vedere la luce molto presto, al massimo entro un mese. "Il nuovo Codice si muove all'interno di una cornice europea, semplificatoria e fortemente innovativa" dice il vice ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Riccardo Nencini commentando la riforma che in effetti riscontra un apprezzamento bipartisan da sindacati ('giorno storico per i lavoratori dei call center' dice la Slc-Cgil) e costruttori, con l'Ance che plaude alla "nuova pagina che si apre per i lavori pubblici". Ecco le principali novità DIVIETO DI GOLD PLATING - Premessa fondamentale alla riforma con il divieto di introduzione o mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle Direttive comunitarie in materia STOP A DEROGHE - Arriva l'espresso divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie, ad eccezione di singole fattispecie connesse ad urgenze di protezione civile determinate da calamità naturali, per le quali devono essere previsti adeguati meccanismi di controllo e di pubblicità successiva. OCCHIO AL RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO - Sia per gli appalti che per le concessioni, varrà l'offerta economicamente più vantaggiosa, in base al rapporto qualità-prezzo. Stop quindi alle sole valutazioni di carattere economico senza riguardo alla qualità e stop al massimo ribasso. ANAC - All'Autorità è affidato un ruolo centrale nella riforma con funzioni di controllo, monitoraggio ed anche capacità sanazionatorie nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi e contratti tipo. ALBO COMMISSARI - Creazione, presso l'Anac, di un albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici e contratti di concessione. LAVORI IN HOUSE - Anche in questo caso si prevede l'istituzione, a cura dell'Anac, di un elenco di enti aggiudicatori di affidamenti in house. CONCESSIONARI AUTOSTRADALI - Dovranno affidare l'80% dei lavori: tempo 24 mesi per l'adeguamento. RISPETTO AMBIENTE - Previsione di misure volte a garantire il rispetto dei criteri di sostenibilità energetica e ambientale sia negli appalti che nelle concessioni. AVVISI ON LINE - Avvisi e bandi di gara sempre più on line, si limita l'obbligo di diffusione sui giornali cartacei Pmi - pagamento diretto alle ditte in sub appalto e in generale facilità di accesso agli appalti e concessione ai servizi di architettura e ingegneria e agli altri servizi professionali dell'area tecnica, per i piccoli e medi operatori economici e per i giovani professionisti. PROGETTAZIONE - Valorizzazione della fase progettuale promuovendo anche la qualità architettonica e tecnico-funzionale, anche attraverso lo strumento dei concorsi di progettazione, limitando radicalmente il ricorso all'appalto integrato. DEBAT PUBBLIQUE - Riguarderà le comunità locali interessate alla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali che hanno impatto sull'ambiente, la città o l'assetto del territorio con pubblicazione on line dei progetti e degli esiti della consultazione pubblica.

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