lunedì 21 maggio 2018
L'idea di una start-up romagnola: da Milano a Palermo gli alveari e la qualità del miele usati per monitorare i livelli di smog
In 20 città le api sentinelle dell'inquinamento

«Se le api scomparissero dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita...». La celebre convinzione espressa da Albert Einstein non ha ancora avuto - per fortuna - una controprova reale. Ma l'importanza degli insetti impollinatori è una verità scientifica innegabile. Grazie ad una start-up fondata da due giovani imprenditori romagnoli poco più che trentenni, ora sappiamo invece che lo smog in Italia si può controllare grazie alle api, attraverso arnie-laboratori in grado di misurare la qualità dell'aria.

Facendo seguito alla Prima Giornata Mondiale delle Api, indetta dalle Nazioni Unite lo scorso dicembre e celebratasi ieri in 115 Paesi, sono stati presentati i dati del rivoluzionario progetto «BEE-Kaeser» http://www.aj-com.net/bee.html L'indagine durata un anno, ha visto collaborare appunto l'azienda romagnola BEEing, che sviluppa strumenti digitali per gli apicoltori professionisti ed urbani, la Kaeser, multinazionale che si occupa di compressori e di aria pulita, e «Legambiente Emilia-Romagna», che ha fin dall'inizio aderito al progetto. Da Milano a Palermo, da Napoli a Bolzano, da Torino a Lecce, da Bologna a Cuneo, e così via, lo studio si è focalizzato sulla presenza di piombo, nichel, cadmio e cromo nei campioni di miele prodotti nelle 20 città italiane interessate dal progetto. Dopo un anno di lavoro e di studio basati sull'uso delle api come bioindicatori, i risultati indicano che la qualità dell'aria in queste zone produttive è buona: in tutte le città è stata rilevata una presenza di cadmio minore di 0,005 mg/kg tranne che a Palermo, dove il campione rilevato indica comunque una quantità non pericolosa. I dati raccolti in questo primo anno verranno confrontati con quelli che emergeranno nei prossimi 12 mesi durante i quali il progetto «BEE-Kaeser» consentirà di consolidare un archivio storico di dati da analizzare per identificare i trend di andamento.

Le api sono dei bioindicatori naturali della qualità dell'aria, proprio per questo sono così importanti per il nostro ecosistema. E' stato calcolato inoltre che l'80% del cibo del quale l'uomo si nutre esiste perché esistono le api, gli insetti pronubi per eccellenza. Prime vittime dell'inquinamento atmosferico, oggi le api sono anche oggetto di furti sempre più frequenti, ragione che ha favorito la nascita di «BEEing» che ha fatto il suo ingresso sul mercato proprio con un antifurto per arnie collegato ad una app di geolocalizzazione.

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: