Il report. Meno reati, ma più detenuti nelle carceri. In aumento gli stranieri


GiannI Santamaria giovedì 25 maggio 2017
Dopo la riduzione del sovraffollamento, la popolazione carceraria tornata oltre 56mila. Sono 365 quelli di cui si teme la radicalizzazione. Antigone: torna atteggiamento repressivo su emarginati
Meno reati, ma più detenuti nelle carceri. In aumento gli stranieri

Finita la fase di riduzione del sovraffollamento delle carceri, ora i detenuti ricominciano ad aumentare anche se diminuiscono i reati. A metterlo in luce è l'associazione Antigone nel suo rapporto annuale, sulla base di dati ufficiali, intitolato appunto "Torna il carcere". Secondo l'associazione, poi, vi è un effetto «criminalizzazione dello straniero», con la percentuale di stranieri che è in aumento dal 33,2% del 2015 al 34,1% di oggi. E sono 356 i detenuti su cui si concentrano i timori connessi alla radicalizzazione. Mentre sono 11 i minori detenuti con l'accusa di essere scafisti. Ma, secondo l'associazione, vi è il «forte rischio» che tra loro ci siano ragazzi indicati come tali dai veri scafisti, solo perché dovevano reggere il timone o svolgere altre piccole mansioni a bordo.

Meno reati, ma detenuti oltre quota 56mila

Negli ultimi sei mesi il numero dei detenuti presenti nei 190 istituti penitenziari è aumentato di circa 1.500 unità, raggiungendo quota 56.436. Una crescita progressiva: nel semestre precedente la crescita era stata di circa 1.100 detenuti. E negli ultimi 16 mesi in totale di 4.272 unità. Eppure, ricorda il report, «i reati diminuiscono sensibilmente»: nel 2015 il totale di quelli denunciati è stato pari a 2.687.249, contro i 2.812.936 del 2014. Il tasso di sovraffollamento è, dunque, tornato al 112,8%. Un dato che fa dire ad Antigone che «ci si allontana da quel modello di extrema ratio cui l'uso del carcere dovrebbe essere improntato». Come si spiega? Secondo Antigone, è finita «la grande attenzione» sul sovraffollamento, «sia giurisdizionale che politica», e nel frattempo «è ripartita una campagna sulla sicurezza» con la conseguenza di «un rinnovato atteggiamento repressivo nei confronti soprattutto di persone che vivono ai margini della società». Oltre ad aumentare gli stranieri aumentano i detenuti con condanne inferiori ai tre anni (dal 23,7% al 24,3%), mentre diminuiscono i detenuti per condanne superiore ai dieci (dal 28,9% al 28,6%). Inoltre, nonostante la riforma, a fine 2016 i detenuti ancora in attesa di sentenza definitiva sono il 34,6%, percentuale in crescita rispetto all'anno precedente quando erano il 34,1%. La media europea è del 22%.


I monitorati per reati di terrorismo sono 44

Sono 356 i detenuti su cui si concentrano i timori connessi alla radicalizzazione. In particolare sono suddivisi dall'amministrazione penitenziaria in tre categorie: i "segnalati" (124), gli "attenzionati" (76) e i "monitorati" (165). Quelli in carcere per reati connessi al terrorismo internazionale, che rientrano tra i monitorati, sono 44. l rapporto spiega che le pratiche per le quali si decide di avviare un'osservazione vanno dagli «atteggiamenti sfidanti nei confronti dell'autorità» al «rifiuto di condividere gli spazi con detenuti di altre confessioni» ai «segni di giubilo a fronte di catastrofi naturali o attentati in Occidente» ed «esposizione di simboli e vessilli correlati al Jihad». Fino a qualche mese fa i detenuti accusati di terrorismo islamico erano custoditi presso le carceri di Rossano (dove se ne contavano 9) e di Sassari (18 presenti). Oggi un'apposita sezione è stata istituita nel carcere di Nuoro.


Sono 69 gli spazi di preghiera per musulmani, gli imam 47

Sono soprattutto marocchini gli stranieri in carcere (18,2% del totale), poi romeni (14,1%), albanesi (13,6%) e tunisini (10,5%). I detenuti musulmani sono 6.138 unità (11,4%), gli ortodossi 2.263 (4,2%), oltre la metà sono cattolici. Ma ci sono 5mila detenuti che provengono da paesi tradizionalmente musulmani che non dichiarano il proprio credo, «il che - spiega Antigone - indica una reticenza a dichiararsi musulmani per evitare lo stigma». L'amministrazione penitenziaria sta provvedendo a dotare le carceri di spazi adibiti a sale di preghiere per i musulmani, al momento sono 69, gli imam 47.

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