sabato 9 aprile 2016
​In migliaia alla marcia delle istituzioni educative paritarie. Il cardinale Scola: “La libertà di educazione, che passa anche dalla scuola, diventi un fattore generativo di libertà effettiva, ovvero di libertà realizzate" (Enrico Lenzi) LE FOTO
Andemm al Domm, scuole cattoliche in marcia
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In migliaia - tra studenti, docenti genitori e personale tecnico amministrativo - hanno invaso pacificamente piazza del Duomo a Milano per la tradizionale marcia della scuola cattolica ambrosiana, denominata «Andemm al Domm» («Andiamo al Duomo»).
(servizio fotografico Fotogramma)

 Un appuntamento giunto alla sua 34ª edizione, che come slogan, quest’anno, ha scelto la frase «Una scuola libera aiuta a crescere».

Uno slogan che ha fatto da filo conduttore agli interventi che hanno preceduto quello finale dell’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, giunto in pizza del Duomo accompagnato da centinaia di bambini delle scuole materne, che da alcuni anni partecipano alla manifestazione, nata con l’obiettivo di rendere «visibile» questa realtà educativa (la scuola cattolica, oggi paritaria) in anni - eravano nel 1982 - in cui la parità scolastica era soltanto un’aspirazione (la legge arriverà soltanto nel 2000). 
Eppure nonostante siano passati molti anni e vi siano state tappe importanti, come appunto la legge 62/2000 sulla parità scolastica, il diritto di scelta delle famiglie non è ancora una vera realtà. «È inaccettabile che per un pregiudizio risorgimentale, in cui la scuola doveva essere unica e statale – ha sottolineato il cardinale nel suo intervento – oggi si continui a togliere alle famiglie il diritto di scelta in campo educativo».
E ad essere negata è anche la «libertà di educare», che è l’esperienza «più elevata di libertà. Senza educazione non c’è una società viva. Non ci sarebbero parrocchie, movimenti, associazioni capaci di aiutare a crescere uomini e donne», come fa la scuola libera. 
«Quando noi cristiani domandiamo una libertà piena della scuola non vogliamo sminuire, in nessun modo, la libertà della scuola cosiddetta di Stato – ha detto ancora il cardinale Scola –. Vorremmo soltanto che, anche nel mostro Paese, una pluralità di forme educative diverse possano, tutte insieme, cooperare alla crescita preziosissima dei nostri figli».
Ecco allora la richiesta forte e chiara alle Istituzioni affinché «prendano sul serio l’offerta di una possibilità, a pari titolo, per la scuola paritaria di esercitare la propria missione educativa», come scuola libera. Passaggio che richiede anche la fine di «distinzioni nelle modalità di finanziamento tra ls cuola di Stato e la scuola paritaria. Non smetteremo di lavorare ogni giorno finché non avremo ottenuto questo risultato che è un diritto delle famiglie».

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