lunedì 6 novembre 2017
All'arrivo nel porto i sopravvissuti cantano e fanno il segno di croce. A Salerno in attesa di autopsia le 26 salme di giovanissime recuperate ieri
Un gommone stracarico di migranti (Ansa)

Un gommone stracarico di migranti (Ansa)

E' giunta questa mattina nel porto di Crotone la nave "Open Arms", con a bordo 378 migranti. Le pessime condizioni del mare hanno ritardato l'arrivo che era previsto per le prime ore del giorno, mentre le operazioni di sbarco avverranno sotto la pioggia battente che da alcune ore cade su Crotone. Appena la nave ha attraccato alla banchina i passeggeri hanno intonato un canto di preghiera alla fine del quale tutti hanno fatto il segno della croce. Dopo l'identificazione i migranti, tra i quali molti eritrei e alcuni pakistani, donne e bambini, saranno trasferiti, come da piano del Ministero dell'Interno, nelle regioni Lombardia, Lazio, Veneto, Toscana, Puglia, Liguria, Marche e Molise. In Calabria resteranno circa 60 persone. La Prefettura di Crotone sta coordinando le procedure per il primo soccorso, alle quali prendono parte, tra gli altri, la Capitaneria di Porto, la Questura con il supporto delle altre forze di polizia, l'Azienda sanitaria provinciale ed il settore Servizi Sociali del Comune.

"Senza Ong le morti aumenteranno"

L'arrivo fa parte della nuova ondata di sbarchi e di tragedie in atto nel Mediterraneo; nell'ultimo week end si è registrato l'arrivo di varie imbarcazioni con diverse centinaia di migranti. L'episodio più grave riguarda il gommone semiaffondato al largo delle coste libiche, in acque internazionali, da cui domenica sono stati recuperati 64 sopravvissuti e 26 salme. A scoprire il naufragio i piloti di un elicottero imbarcato su una nave militare spagnola, la Cantabria, durante una perlustrazione sul Mediterraneo; avviati i soccorsi la nave spagnola ha raggiunto l’area del naufragio. Le 26 salme appartengono a giovanissime ragazze, che ora si trovano nella sala mortuaria del cimitero di Salerno in attesa dell'autopsia. Il professor Antonello Crisci, perito della Procura di Salerno, ha avviato un'inchiesta: "Entro la settimana comunicheremo all'autorità giudiziaria le risultanze e saranno loro a stabilire il da farsi".

Senza corridoi umanitari, dominano i trafficanti

"Questa strage di donne rende evidente che la tragedia degli sbarchi continua e i rischi in mare non si sono affatto ridotti". Carlotta Sami, portavoce per il Sud Europa dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr), commenta così la tragedia di Salerno e si dice preoccupata per "il fatto che di fronte a una situazione ancora instabile in Libia, molte Ong abbiano ritirato le loro navi dall'area interessata dai soccorsi. È vero che si sono intensificati i controlli in mare della Guardia costiera libica, ma la situazione sul terreno è ancora drammatica. Dopo i recenti scontri di Sabratha, sappiamo di oltre 17mila persone che sono riuscite a scappare dai trafficanti di uomini, ma ancora 6mila sono tenute prigioniere. Bisognerebbe lavorare seriamente all'apertura di corridoi umanitari, di vie legali d'accesso in Europa per chi ha diritto a una qualche forma di protezione. Ma su questo punto non vediamo interventi concreti. Abbiamo chiesto a livello europeo 40mila posti per rifugiati che provengano da Paesi africani, compresa la Libia, così da evitare a queste persone di finire nelle mani dei trafficanti".

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